L'avviso 8 resta appeso a un filo. Le prossime 48 ore sono decisive - QdS

L’avviso 8 resta appeso a un filo. Le prossime 48 ore sono decisive

Michele Giuliano

L’avviso 8 resta appeso a un filo. Le prossime 48 ore sono decisive

martedì 25 Aprile 2017 - 07:00
L’avviso 8 resta appeso a un filo. Le prossime 48 ore sono decisive

Alcuni ricorsi al Tar degli enti esclusi sono stati ammessi. L’assessore: “Servono approfondimenti”. Avviato un confronto con l’Avvocatura dello Stato: al via l’analisi delle varie sentenze

PALERMO – “Nessun blocco dell’Avviso 8 e chi chiede le mie dimissioni farebbe bene ad aspettare e a documentarsi prima”.
Così l’assessore regionale alla Formazione professionale Bruno Marziano replica al tam tam di notizie e voci incontrollate dopo l’accoglimento da parte del Tar di diversi ricorsi presentati dagli enti di formazione contro la loro esclusione dal finanziamento per l’Avviso 8.
Sono circolate voci sul blocco della graduatoria sino a luglio, in alcuni casi si era parlato addirittura di novembre. E già le “malelingue” avevano preso campo, sostenendo che in pratica tutto sarebbe rimasto congelato “ad arte” sino alle elezioni regionali.
In questo bailamme di voci già in tanti chiedono la testa di Marziano, in pratica le sue dimissioni per i ritardi cronici oramai dell’avvio di questi corsi: “Dovranno evidentemente aspettare ancora un pò” replica ironicamente lui. in realtà la fibrillazione all’interno dell’assessorato c’è, eccome.
Per domani, mercoledì 26 aprile, ci sarà un vertice proprio tra l’assessore Marziano e l’Avvocatura dello Stato: “Nelle prossime 48 ore – conferma Marziano – andremo a verificare nello specifico sentenza per sentenza. Abbiamo chiesto all’Avvocatura un parere e ci è stato risposto che necessita un approfondimento per capire come stanno realmente le cose. Al momento non sono stati letti per intero i dispositivi uno per uno. Motivo per cui dopo un’attenta analisi saranno prese le decisioni ma dopo avere constatato caso per caso, dalle sentenze accolte dal Tar a quelle che sono state respinte”.
Poi un appello agli addetti ai lavori, e quindi in particolare ci si rivolge ai dipendenti dei vari enti che da più di un anno aspettano di rientrare in servizio: “Invito gli operatori ad aspettare – rilancia l’assessore – per capire quale sarà la nostra valutazione. Al momento non è stata presa alcuna decisione, tantomeno il blocco della graduatoria”.
Resta quindi appeso ad un filo il bando da 136 milioni, che dovrebbe finanziare 200 progetti di corsi tradizionali. Il bando da cui sono rimasti fuori gli enti cosiddetti “storici”, e migliaia di lavoratori ad essi collegati. Più della metà degli operatori del settore, su un totale di circa 8 mila persone, sono al momento a casa senza speranza di rientro in servizio, alcuni con anche vent’anni di esperienza alle spalle, ormai da parecchi mesi in un limbo lavorativo, un dramma per migliaia di famiglie rimaste senza sostentamento.
Tormentato davvero questo Avviso, fatto da continui blocchi, sospensioni e revisioni nell’ultimo anno. L’elenco dei progetti non finanziati è molto più lungo di quelli finanziati se si considerano le altre due graduatorie: quello delle proposte con punteggio insufficiente che contiene altri 355 progetti e quello delle proposte non ammesse alla valutazione (altre 85, ndr).
A risaltare all’occhio la quasi totale assenza degli enti di formazione della provincia di Trapani, un tempo regina indiscussa di questi finanziamenti. Nel merito interviene l’organizzazione sindacale dell’Usb Formazione Sicilia: “In merito alle notizie riguardanti il blocco dell’Avviso 8, a seguito dell’accoglimento di alcuni ricorsi da parte del Tar, – si legge in una nota – si riserva con la dovuta prudenza, di esaminare le ordinanze che dovrebbero essere pubblicate a breve. In ogni caso proclamiamo lo stato di agitazione della categoria protestando vivamente contro l’amministrazione regionale che ha distrutto la vita lavorativa di migliaia di ex operatori del sistema formativo siciliano, macellati da Crocetta & Co ignorando la normativa che dovrebbe governare il settore”.

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