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Legittima difesa, la legge accende la zuffa politica

redazione

Legittima difesa, la legge accende la zuffa politica

sabato 06 Maggio 2017 - 07:00
Legittima difesa, la legge accende la zuffa politica

Confusione nel Pd mentre la Lega attacca. Salvini: “Una schifezza”

ROMA – “Non servirebbe togliere la parola notte, ma se è l’elemento per cui si deve fare una campagna elettorale contro, allora la togliamo. Se il problema è la notte, vuol dire che non è stato percepito quello che c’è realmente nel testo”. Lo ha detto, in onda su La7, David Ermini (Pd), relatore della legge sulla legittima difesa approvata alla Camera e fortemente criticata dal segretario dem Matteo Renzi, che ha chiesto di modificarla nel passaggio al Senato.
“Che la cosa si era messa male dal punto di vista della comunicazione e della percezione – ha raccontato Ermini – me ne sono accorto ascoltando i tg. Renzi mi ha chiamato dopo, ma lui è molto più bravo di me e di noi e ha capito che quello che era uscito non era il testo di legge ma una locuzione che, sì, poteva dare luogo a battute e scherzi, ma veniva percepita come se la legittima difesa fosse possibile solo di notte”.
“Dopo aver parlato con Matteo – ha aggiunto – mi sono reso conto che aveva ragione: ho aperto twitter e anche Vittorio Zucconi diceva che questa roba di sparare solo di notte è una roba da ubriachi. La percezione era completamente stravolta, tutti, anche i grandi giornalisti, avevano capito una cosa che non è nel testo. Quindi siamo disponibili a correggere, a togliere, a modificare questa locuzione per dare una legge equilibrata che specifica e non stravolge”.
Il testo dunque, subirà sostanziali modifiche e lo si è intuito, nella giornata di ieri, anche dalle parole del presidente del Senato, Pietro Grasso: “Meno male che c’è il Senato – ha detto – se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.
La confusione all’interno del Pd ha fatto da sponda per gli attacchi dell’opposizione, che ieri è intervenuta sull’argomento con le parole del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. “Se vanno avanti con questa schifezza – ha attaccato – raccogliamo le firme per un referendum per cancellarla. Come fa il Pd ad approvare una norma il giovedì e venerdì dire il contrario? Ormai il Governo e la maggioranza sono allo sbando. È tempo di tornare a votare”.
Andando oltre l’aspetto politico della vicenda, occorre poi registrare anche la presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati, che esprimendosi su tale intervento legislativo ha parlato di un’azione “inutile”. “La giurisprudenza – ha spiegato il presidente dell’Anm Eugenio Albamonte intervistato dal Gr1 – dimostra, anche soltanto guardando gli ultimi casi, che c’è un atteggiamento di estremo favore da parte dei giudici verso chi invoca la legittima difesa, non è discrezionale ma già stabilito dalla legge”.
L’Anm ha chiesto dunque di accantonare la riforma, in quanto “c’è già una normativa che è più che sufficiente. Pare che tutto questo intervento sia molto caratterizzato dall’esigenza di assecondare una sensazione, una percezione all’interno della società, ma il legislatore non deve assecondare gli umori”.

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