Cantieri navali, la Sicilia lontana dall'Europa - QdS

Cantieri navali, la Sicilia lontana dall’Europa

Lorena Peci

Cantieri navali, la Sicilia lontana dall’Europa

venerdì 11 Agosto 2017 - 06:00
Cantieri navali, la Sicilia lontana dall’Europa

Secondo il rapporto di Assonave la cantieristica navale europea è in ripresa, tanto da posizionarsi seconda a livello mondiale

CATANIA – La cantieristica navale europea sta avendo il suo boom a livello mondiale, tanto da essere arrivata a posizionarsi al secondo posto dopo la Cina per tonnellaggio in portafoglio nel 2016, iniziando anche il 2017 sotto i migliori auspici: questo il quadro generale del settore al livello europeo, quadro in cui tra l’ altro l’Italia figura tra i Paesi protagonisti.
Secondo il rapporto prodotto da Assonave, l’associazione che rappresenta la maggior parte dell’industria navalmeccanica italiana, la cantieristica italiana e la relativa supply chain, si sono ritrovate dalla giusta parte del mercato, dopo aver sofferto per anni la concorrenza dei cantieri asiatici, i quali si ritrovano adesso in alcuni casi in situazioni prefallimetari. Dall’analisi del mercato si evince così che la Cina, nonostante gli ordinativi in calo a volume del 75% rispetto al 2015, rimane, con i suoi 3,4 Mil. Tslc (Tonnellate di stazza lorda compensata), il paese leader mondiale con una quota del 31% seguita dall’Europa, con ordini pari a circa 3,0 Mil. Tslc, costituiti per lo più da navi da crociera con il 27% di quota, ovvero +21 punti di quota rispetto al 2015.
Fincantieri si posiziona come il primo cantiere del mondo occidentale e l’Italia al pari dell’Europa, esce molto bene da un lungo periodo di crisi. Sempre secondo quanto riportato da Assonave, il 2016 ha registrato una domanda complessiva di 11 milioni di Tslc, con una flessione di oltre il 73% rispetto al 2015, con alcuni settori in calo quali le navi da trasporto Standard (-82%) e l’Offshore, praticamente azzerato. I costruttori europei hanno subito solo in parte il calo dei mercati standard, hi-tech e offshore, grazie al fatto che il loro calo è stato controbilanciato dall’espansione del mercato delle navi passeggeri.
Facendo un focus sulla situazione siciliana però si scopre una realtà alquanto diversa: recenti sono, a proposito di cantieristica navale, le notizie di una mancata assegnazione da parte del Governo Italiano di una commessa da ben 5 miliardi di euro allo storico Fincantieri di Palermo, che tra l’altro verte in non indifferenti difficoltà.
Il lavoro prevedeva la realizzazione di sette navi da guerra per il Qatar, il quale ha stipulato un accordo con il Governo italiano che ha però scelto di affidare il tutto ai cantieri di Genova. La perdita di una commessa così remunerativa è stata un duro colpo per il cantiere navalmeccanico di Palermo, già segnato da problemi interni.
A peggiorare la situazione infatti c’è anche la notizia dello sciopero dell’ officina Osa A del Cantiere Navale di Palermo, sciopero che va avanti da ben cinque mesi e vede coinvolti 25 saldatori e carpentieri, i quali protestano con mezz’ora al giorno di sciopero per la cancellazione della pausa mensa, dovuta a una sperimentazione di Fincantieri per recuperare i livelli di produttività.
Lo sciopero era inoltre partito a causa del licenziamento di 12 lavoratori tra cuochi e dipendenti della mensa a causa di un cambio d’appalto dell’azienda adibita alla ristorazione, per cui c’è già in corso una causa patrocinata dall’ufficio legale della Fiom Cgil e della Filcams Cgil Palermo, a difesa dei licenziati e non riassorbiti dall’azienda vincitrice dell’appalto. Tutta la vicenda è il segno dunque di un dissesto interno al cantiere navale di Palermo, che quest’anno per la prima volta non ha ricevuto il premio di produttività.

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