Sicurezza sul lavoro, poche certezze. La Cna chiede più controlli per il 2010 - QdS

Sicurezza sul lavoro, poche certezze. La Cna chiede più controlli per il 2010

Michele Giuliano

Sicurezza sul lavoro, poche certezze. La Cna chiede più controlli per il 2010

martedì 29 Dicembre 2009 - 00:00

Sommerso in Sicilia, anche quest’anno la quota di imprese non in regola nella nostra regione si attesta attorno al 30%. Gli infortuni registrati nel 2008 sono stati 35.590, con un incremento dello 0,02% rispetto al 2007

Il 2009 volge al termine ed anche se ancora non sono ovviamente pronte le statistiche sugli infortuni sul lavoro viene però confermato il dato che riguarda il sommerso in Sicilia.
“Anche quest’anno – dice Giovanni Bologna, dirigente del Dipartimento Lavoro dell’assessorato regionale al Lavoro che coordina i vari ispettorati provinciali – la quota di imprese non in regola nell’Isola si attesta attorno ad un abbondante 30 per cento”. Quindi un’impresa su tre non ha le carte in regola e questo significa che viola le leggi che riguardano la sicurezza dei luoghi di lavoro o la regolarizzazione dei lavoratori. Queste sono infatti i principali ambiti su cui si concentra i lavoro degli ispettorati del lavoro.
Mancanza di sicurezza vuol dire anche un’alta probabilità di infortuni nei luoghi di lavoro, uno dei fenomeni più sentiti in Sicilia. Non a caso le ultime statistiche, rese note dall’Inail, parlano proprio di un aumento dei casi di infortuni.
Sono stati 35 mila 590 quelli denunciati all’istituto nazionale nel 2008 a fronte dei 35 mila 514 del 2007, con un incremento dello 0,02 per cento, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che per il 2008 ha fatto registrare invece una flessione di 4,1 punti percentuali.
Una problematica attorno alla quale la Cna provinciale di Palermo ha voluto in questi giorni porre l’accento organizzando un convegno sul tema “Modello 231 imprese e prevenzione dei reati”, in raccordo con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Le relazioni introduttive di Andrea Manno, dell’università degli studi di Palermo e dell’avvocato Andrea Vincenti sotto i profili penali ed organizzativi, ed i programmati interventi del Presidente dell’ordine degli avvocati Enrico Sanseverino, di Vania Contrafatto della Procura della Repubblica di Palermo, dell’avvocato Fausto Amato e dei dirigenti della Cna Giovanni Casamento e Sebastiano Canzoneri, hanno puntualizzato tutti sulla necessità di una rigorosa attuazione della legislazione anche dal punto di vista penale al fine di prevenire gli incidenti e gli infortuni sul lavoro che purtroppo alla luce delle recenti statistiche si registrano in drammatica crescita esponenziale.
Per questo, nel corso del dibattito, è stata invocata una maggiore certezza sulla responsabilità dei reati commessi da quegli enti e da quelle imprese che non riescono a dimostrare di avere osservato tutte le disposizioni e preso le opportune precauzioni per evitare eventuali infortuni.
“La sicurezza sul lavoro – ha concluso Tommaso Campanile di “Competitività e Ambiente” della Cna Nazionale – è un fatto sociale che riguarda l’intera comunità. Impegnarsi a tutela della sicurezza sui posti di lavoro e combattere e reprimere il lavoro nero significa, in buona sostanza, aiutare le piccole aziende in regola nella prevenzione”.
Da tempo si dibatte sulla necessità di far rispettare le regole con uniformità per evitare che sul mercato si configuri una sleale concorrenza tra imprese che lavorano senza rispettare le norme e quelle invece in regola, che ovviamente anno incontro a maggiori costi di produzione.

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