Bianco e Orlando restano sindaci metropolitani - QdS

Bianco e Orlando restano sindaci metropolitani

redazione

Bianco e Orlando restano sindaci metropolitani

lunedì 27 Novembre 2017 - 02:00
Bianco e Orlando restano sindaci metropolitani

Il Tar ha sospeso i decreti regionali che facevano decadere dalla carica i vertici delle città metropolitane di Palermo e Catania 

PALERMO – Il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso i decreti regionali con i quali era stato disposta la decadenza dalla carica di sindaci metropolitani di Catania e Palermo, rispettivamente di Enzo Bianco e Leoluca Orlando, sindaci dei due capoluoghi, con la conseguente nomina di Commissari.
"Con un provvedimento che è tecnicamente di sospensione ma che già nel merito esprime forti giudizi sulla illegittimità formale degli atti adottati dalla Regione – afferma Leoluca Orlando – il Tribunale Amministrativo ha ripristinato una condizione di legalità e legittimità democratica e darà la possibilità di riprendere un percorso di ri-costruzione di questi enti intermedi, massacrati da un lunghissimo periodo di incertezza e mortificazione che ha determinato gravissimi danni alla funzionalità e ai servizi resi ai cittadini".
"Credo importantissimo – aggiunge il sindaco – il fatto che i Giudici Amministrativi, nel caso specifico di Palermo, hanno anche riconosciuto che l’elezione di giugno era da intendersi come una elezione diretta anche per la carica di Sindaco Metropolitano, essendo avvenuta in un quadro normativo ben chiaro e definito. E’ un altro tassello positivo che allontana il buio periodo dello stato di calamità istituzionale che ha contraddistinto la Regione siciliana negli anni scorsi".
Sul provvedimento del Tar è intervenuto anche il sindaco di Catania, Enzo Bianco, che si è detto "molto soddisfatto. L’ordinanza del Tar di Palermo che sospende i Commissariamenti e che di conseguenza reintegra i sindaci metropolitani – ha affermato – è chiara ed esaustiva. Abbiamo sempre ritenuto che gli ultimi atti della Regione sulle città metropolitane fossero inadeguati o illegittimi. Viene colpito, pur rinviando nel merito al giudizio della Corte Costituzionale, l’impianto complessivo della riforma siciliana, impugnata dal governo nazionale, perché palesemente in contrasto con la legge Delrio. Spiace che le nostre comunità siano state costrette a perdere tutto questo tempo. Adesso – ha concluso Enzo Bianco – con tutta l’energia e la passione possibili, riprenderemo il percorso interrotto per affrontare e risolvere i problemi delle nostre città metropolitane".

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