Renzi come Berlusconi: "Senza numeri, rivotare" - QdS

Renzi come Berlusconi: “Senza numeri, rivotare”

redazione

Renzi come Berlusconi: “Senza numeri, rivotare”

mercoledì 07 Febbraio 2018 - 09:00
Renzi come Berlusconi: “Senza numeri, rivotare”

L’ex premier “chiude” alla possibilità di grandi coalizioni dopo il voto

ROMA – Niente grandi coalizioni nel caso in cui nessuna delle principali forze politiche riesca a imporsi alle elezioni del 4 marzo. Almeno così dovrebbe essere a sentire le dichiarazioni dei leader dei principali schieramenti.

Dopo il “no” di Silvio Berlusconi all’ipotesi di una maggioranza allargata, arriva il “niet” anche dell’ex premier Matteo Renzi. Il segretario Pd, infatti, nel corso di un’intervista ad Agorà, ha dichiarato che “se non ci sono le condizioni, la penso come Berlusconi: si torni a votare”.
Secondo l’ex presidente del Consiglio i giochi sono aperti. “Sul proporzionale – ha detto – c’è un testa a testa tra noi e cinque stelle”. Ma “mentre nei collegi uninominali è avanti il centrodestra, per il primo posto al proporzionale è avanti il M5S e il Pd è il secondo partito. Il nostro obiettivo è sorpassarli”.
Ma se da una parte Renzi chiude a una possibile “grosse koalition” a destra, alla sua sinistra la porta viene sbattuta in faccia da Pierluigi Bersani, il quale è scettico sulle reali intenzioni, o sarebbe meglio dire possibili tentazioni, del Pd. “In questi mesi – dichiara l’ex ministro – ci sono stati segni inequivocabili che mi fanno pensare che Renzi pensi di più a staccare Berlusconi dalla Lega che alla sinistra. E farà la cosa che non va fatta: l’ammucchiata. Però non va bene. Se continuiamo ad ammucchiarci significherà consegnare l’opposizione a forze anti-sistema”.
Bersani ne fa una questione di distanza: “In giro la gente che incontro io non voterebbe mai il Pd, non posso allearmi facendo finta che non c’è stato nulla, che non c’è stato il jobs act, la buona scuola, ora c’è bisogno di un ripensamento e magari il dopo-elezioni potrà indurre a un ripensamento; si può ragionare”.
L’uscita dell’ex premier non convince nemmeno Maurizio Lupi: “Dire oggi che, se non c’è la maggioranza, si torna al voto significa prendere in giro gli italiani, non vogliamo trovarci nella situazione di Germania e Spagna. La cosa grave di questo Paese è che ci stiamo proponendo per governare l’Italia invece sembra già che siamo sconfitti perché non avremo la maggioranza”.
“Non c’è bisogno – continua – di un patto ‘anti inciuci’, dobbiamo dire agli italiani di darci il voto per la nostra proposta, per poter governare. Questa è una politica seria, non di palazzo. La cosa grave di questo Paese è che ci stiamo proponendo per governare l’Italia invece sembra già che siamo sconfitti perché non avremo la maggioranza”.

Frena sulle intese Pierferdinando Casini, che critica il suo ex alleato Berlusconi per l’alleanza con la Lega: “Credo che in Italia oggi il rischio dopo le elezioni sia che Cinque Stelle e Lega possano fare una maggioranza insieme. Berlusconi può dire quello che vuole, ma il problema vero è che chi vota Forza Italia nei collegi vota la Lega”. Ai microfoni di 24Mattino ha inoltre aggiunto: “I nemici sono loro, sono quelli che davanti a temi come quelli degli extracomunitari, che hanno la valenza di una bomba atomica, cercano di cavalcare le paure della gente e non spiegare quelle che sono le grandi questioni che riguardano tutto il mondo”.
E sempre sull’asse Berlusconi-Salvini, Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, aggiunge: “Il centrodestra finge di essere unito solo per la campagna elettorale, il giorno dopo Berlusconi sarà ostaggio di Salvini. Il M5S rifiuta le alleanze. Il Pd è il centrosinistra sono l’unica scelta credibile”.

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