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Governo: Mattarella e il terzo giro di Consultazioni

redazione

Governo: Mattarella e il terzo giro di Consultazioni

lunedì 07 Maggio 2018 - 07:00
Governo: Mattarella e il terzo giro di Consultazioni

Parte questa mattina alle dieci al Quirinale. I mancanza di un accordo, si procederebbe con un "Governo di Tregua". Ieri l'attesa riunione del centrodestra si è conclusa con un nulla di fatto dopo un lungo braccio di ferro tra Berlusconi e Salvini. Gentiloni, "Preferirei non proseguire ma se me lo chiede il Presidente della Repubblica..."

Prenderà il via questa mattina alle dieci al Quirinale il terzo ed ultimo giro di consultazioni da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Le posizioni sono note: il centrodestra appare sempre più nel caos, mentre il M5S punta ad un accordo con la Lega, ma senza Forza Italia.
L’alternativa, per Luigi Di Maio – e a quanto pare anche per Salvini -, sarebbe il ritorno al voto al più presto. In giugno, addirittura.

Senza un accordo di maggioranza, però, il Colle sarebbe intenzionato a lavorare per un cosiddetto "Governo di Tregua".
Ci si attendeva qualcosa dal vertice del centrodestra di ieri sera, ma dopo il lungo confronto la situazione non si è sbloccata.
Secondo quanto si è appreso il leader del Carroccio Matteo Salvini avrebbe mantenuto la sua posizione contraria a un "Governo del Presidente", spiegando a Silvio Berlusconi che senza un esecutivo politico capace di dare garanzie agli italiani, sarebbe meglio andare al voto al più presto.
Il Cavaliere avrebbe ribadito al capo della Lega che Forza Italia non intende rimanere fuori da un eventuale governo politico con i 5 stelle e avverte che non darà mai il via libera ad appoggi esterni.
Intanto si torna a fare il nome di Paolo Gentiloni per guidare un governo di transizione fino al voto.
"Preferirei non proseguire ma se me lo chiede Mattarella…" ha detto l’esponente del Pd Ieri sera, parlando a Che tempo che fa.
Gentiloni si è poi "smarcato" da Renzi, e ha espresso perplessità sulla decisione di non dialogare con M5S.
Andare al tavolo, ha detto, avrebbe messo a nudo "le contraddizioni" dei Cinque stelle.

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