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Governo: Di Maio, un disoccupato ministro del Lavoro

redazione

Governo: Di Maio, un disoccupato ministro del Lavoro

lunedì 21 Maggio 2018 - 08:00
Governo: Di Maio, un disoccupato ministro del Lavoro

L'ironia della rete sul leader del M5s che ha chiesto per sé, non avendo mai lavorato, il "Superministero" Sviluppo e Lavoro. Commenti anche su Salvini all'Interno e Conte premier (sulla carta). Queste le anticipazioni sull'esecutivo che sarà presentato a Mattarella

"Spiegate a Di Maio la parola Lavoro!".
L’ironia della rete si è abbattuta sul leader politico del M5s Luigi Di Maio al suo annuncio che avrebbe preteso per se il "Superministero" Sviluppo e Lavoro.
Durante un comizio a Teramo il grillino ha dichiarato: "Abbiamo chiesto che il ministero dello Sviluppo economico con dentro quello del Lavoro sia un super ministero per risolvere i problemi degli italiani e che vada al Movimento 5 stelle".
Subito milioni di post sui social e a commento dei servizi dei giornali on line hanno stigmatizzato il fatto che Di Maio non ha mai svolto un giorno di lavoro in vita sua, passando, prima del suo ingresso in politica, dal non presentare dichiarazione dei redditi a 160.000 euro all’anno da parlamentare.
Grandi perplessità, se non paure, ha sollevato sulla rete la prospettiva che all’Interno vada l’altro capo della coalizione pentaleghista: il leader del Carroccio Matteo Salvini, di dichiarate simpatie lepeniste, che naturalmente parte subito con i diktat: "Nessuno dovrà mettere il veto su quello o quel cognome. Finalmente c’è una squadra che non arriva via fax da Bruxelles, Parigi o Berlino".
E anche qui la rete non ha risparmiato ironie sulle "Liste che arrivano dalla Russia", facendo riferimento al collegamento tra la Lega e l’ultranazionalista Putin.
Per non parlare dei commenti su quello che, si dice, sarà il premier, ossia Giuseppe Conte, definito in un fondo del nostro direttore Carlo Alberto Tregua un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio.
Ma c’è anche un’altra carta a sorpresa nell’esecutivo pentaleghista che sarà consegnato nel pomeriggio a Mattarella: il ministro degli esteri.
Si tratta dell’ambasciatore Giampiero Massolo, che è stato a capo dei servizi segreti italiani sotto Mario Monti e che fu capo di Gabinetto della Farnesina quando ministro era Gianfranco Fini.
Chissà cosa dirà – mentre convincono sempre meno le "votazioni" sulla piattaforma Rousseau – la base dei pentastellati dopo aver per anni disquisito di complottismi e club Bildeberg?
"Non abbiamo fatto il governo con il manuale Cencelli" risponde Salvini a chi gli parla di Cencelli 2.0, ossia del complesso sistema di contrappesi tra ministeri per accontentare sia la Lega, sia i grillini.
Intanto il ministro dell’economia francese lancia un messaggio chiaro all’Italia chiedendole di "rispettare gli impegni in Europa".
Ovviamente Salvini ha parlato di "invasione di campo".
Comunque sia, nel pomeriggio il nuovo governo sarà presentato al Colle e con esso il premier che, va riconosciuto, ha un curriculum di tutto rispetto.
Conte ha 54 anni ed è nato a Volturara Appula (Foggia). Docente di Diritto privato nell’Università di Firenze e alla Luiss, è condirettore della collana Laterza dedicata ai "Maestri dei Diritto" e componente della Commissione Cultura di Confindustria ed esperto di "gestione di grandi imprese in crisi". La sua è stata una carriera brillante: laureatosi in Legge alla Sapienza di Roma, ha vinto una borsa di studio del Cnr e ha perfezionato gli studi giuridici in prestigiose università: Yale, Sorbonne, Duquesne, Cambridge, Vienna, New York.

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