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Boschi italiani, una risorsa rinnovabile da utilizzare per l’economia del Paese

redazione

Boschi italiani, una risorsa rinnovabile da utilizzare per l’economia del Paese

venerdì 08 Giugno 2018 - 02:00
Boschi italiani, una risorsa rinnovabile da utilizzare per l’economia del Paese

L’appello del Conaf: un ciclo naturale che, se gestito secondo regole virtuose, può mantenere la naturalità creando business 

in collaborazione con ITALPRESS
PALERMO – I boschi sono una risorsa rinnovabile, non soltanto da tutelare sul piano naturalistico, ma anche da gestire per sfruttarne le potenzialità economiche e sociali. È questa la filosofia di fondo del nuovo Codice forestale, che è stato al centro di una due giorni organizzata a Palermo dal Conaf (Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali). Le nuove norme, approvate a marzo dal Governo, aggiornano quelle del 2001 e hanno bisogno adesso dei decreti attuativi per la loro piena applicazione e per dare alle Regioni una cornice comune in cui operare, sulla base di due pilastri: la gestione sostenibile e quella attiva del patrimonio boschivo.
“Il Codice – ha spiegato il presidente del Conaf Andrea Sisti nel corso di un forum con Italpress – introduce l’Albo unico degli operatori forestali qualificati, una ditta con una sola iscrizione all’Albo potrà lavorare in tutte le regioni. Poi viene introdotto il servizio ecosistemico: anche le imprese e i Comuni potranno vendere i crediti di carbonio. Questo significa gestire il bosco mantenendo la naturalità, ma creando al tempo stesso economia, soprattutto nelle zone interne”.
“La risorsa bosco – ha sottolineato il consigliere del Conaf Mattia Busti – è rinnovabile. Possiamo usare l’interesse che il capitale naturale produce. L’Italia sfrutta solo il 2-3% di questo interesse, e si tratta di una risorsa che se gestita bene aiuta anche a prevenire il dissesto idrogeologico”.
“Per assurdo – ha aggiunto – l’opinione pubblica chiede di mantenere immacolati i nostri boschi e contemporaneamente favorisce l’importazione di legno, spesso illegale, da altri Paesi. Serve una presa di coscienza che porti a dire che dobbiamo produrre in casa quello che già abbiamo, rispettando le regole di tutela, senza rapinare altre zone del mondo. Il bosco non è un museo, è un organismo vivente, che se viene gestito nei modi corretti vive meglio. La mission che abbiamo è informare sul fatto che il nuovo Codice non è antitetico alla conservazione. Il legno è un materiale vivo, non dobbiamo prenderlo in Russia o Indonesia, dobbiamo fare in modo che produca economia in Italia in modo sostenibile”.
Il servizio ecosistemico consente di monetizzare il beneficio ambientale complessivo che il bosco dà, anche per la purificazione dell’aria e delle acque, con importanti ricadute occupazionali in comuni a rischio spopolamento, come nelle aree montane. Per questo serve personale formato, in un settore in cui l’innovazione è continua. In questa chiave è fondamentale il ruolo dell’Università e nei suoi dieci anni di mandato alla guida del Conaf, Sisti ha lavorato molto su questo aspetto.
“Il dialogo con gli Atenei funziona – ha spiegato il presidente – tanto che negli ultimi anni c’è stato un cambiamento epocale. Ci sono tanti docenti e presidi che hanno dato vita a una nuova stagione e il lavoro con l’Anvur e con le singole Università testimonia il cambiamento che c’è stato dal 2007 nella classe dirigente universitaria”.
“L’innovazione nei processi di insegnamento c’è – ha concluso Sisti – ma deve diventare più strutturale. Servirebbe una legge organica”.

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