La Magna via Francigena (quasi) come Santiago - QdS

La Magna via Francigena (quasi) come Santiago

Stefania Zaccaria

La Magna via Francigena (quasi) come Santiago

venerdì 28 Settembre 2018 - 02:00
La Magna via Francigena (quasi) come Santiago

Diversi i cammini in Sicilia, migliaia di pellegrini. Un’associazione ha tracciato quattro percorsi e coinvolto numerosi comuni

PALERMO – La Via Francigena, da Canterbury a Roma, è sicuramente il cammino più famoso dopo quello di Santiago. L’itinerario storico che dal Nord dell’Europa porta alla città eterna è diventato celebre in tutto il mondo e, ogni anno, sono numerosi i pellegrini che decidono di seguire le orme di coloro che già prima dell’anno Mille percorrevano la penisola. Si muovono i pellegrini e con loro anche l’economia e il turismo delle zone che queste vie attraversano.
Anche in Sicilia, negli ultimi anni, si è cercato di riportare alla luce gli antichi cammini che collegavano le diverse province dell’Isola. È sicuramente la Magna via Francigena la più importante, la via che collega Palermo ad Agrigento, una delle più importanti arterie di movimento per gli uomini.
Diversi i popoli che hanno attraversato queste terre e diverse sono le eredità che questi hanno lasciato. Chi percorre questa via, infatti, si immerge in scenari pazzeschi, fatti da sentieri in campi infiniti, vari centri urbani, ma anche Regie trazzere – circa 400 – non percorribili in automobile ma che rendono ancora l’idea della storia dei popoli che hanno vissuto in Sicilia.
Attraversare l’Isola sulle antiche vie romane e poi normanne – o francigene appunto – significa ripercorrere la storia d’Europa e adesso è possibile grazie al lavoro degli Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia che hanno tracciato e percorso ben 4 itinerari.
Oltre alla Magna via Francigena, infatti, sono già percorribili i tracciati della via Francigena Fabaria – che collega Agrigento a Maniace – la via Francigena Mazarese – che da Palermo arriva a Agrigento passando per Marsala – e la via Francigena per le montagne, che da Palermo conduce a Messina e Taormina.
Nell’ultimo decennio, un rinnovato interesse per la storia locale ha permesso di riscoprire e recuperare questi sentieri e grazie allo studio dei documenti fatto dall’associazione sopra citata – e in particolare del presidente Davide Comunale che ha curato anche la redazione delle relative guide – è stato possibile stipulare dei protocolli d’intesa con i Comuni interessati per poi coinvolgere strutture ricettive, centri spirituali, locali e strutture d’accoglienza. Nel giro di qualche anno, questi cammini – soprattutto la Magna via Francigena – hanno riversato in Sicilia migliaia di turisti, permettendo a piccoli comuni come Santa Cristina Gela o Prizzi di essere conosciuti da pellegrini di tutto il mondo.
“L’anno scorso – ha raccontato un esercente del comune di Prizzi, nel palermitanosono passati da qui circa 2 mila pellegrini. Per noi è stato un traguardo assurdo! Era impensabile avere nel nostro piccolo comune tutte queste persone ed ecco perché abbiamo sposato in pieno la causa dei cammini francigeni”.
L’entusiasmo dei cittadini di questi comuni, si accompagna a quello dei pellegrini che oltre ai fantastici scenari e ai paesaggi mozzafiato, entrano in relazione con delle realtà di accoglienza e di ospitalità fuori dall’ordinario.
Un’importante occasione di turismo, questa, che dovrebbe essere incentivata ancora di più dai comuni e dalla Regione. A Corleone, ad esempio, neanche l’Amministrazione presta attenzione al progetto visto che i pellegrini vengono ignorati anche per l’apposizione del timbro necessario alle credenziali, che attestano di fatto il compimento del cammino stesso.
I pellegrini/visitatori/turisti sono una risorsa importantissima per la nostra Isola, veicolano la nostra storia, conoscono la nostra terra, e nel frattempo permettono a numerose strutture di lavorare in zone, fra l’altro, che difficilmente sarebbero state raggiunte da semplici turisti.

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