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Palermo – Grazie a semplificazione e maggiori controlli Imu e Tari hanno fatto incassare 83 mln di euro

Gaspare Ingargiola

Palermo – Grazie a semplificazione e maggiori controlli Imu e Tari hanno fatto incassare 83 mln di euro

giovedì 11 Ottobre 2018 - 05:00
Palermo – Grazie a semplificazione e maggiori controlli Imu e Tari hanno fatto incassare 83 mln di euro

Il riscosso nei primi nove mesi del 2018 ha superato di 15 milioni (+22%) quello del 2017. Un’inversione di tendenza per quello che è uno dei punti più critici dei conti del Comune

PALERMO – Nei primi nove mesi del 2018 il Comune ha riscosso per Imu e Tari 83 milioni di euro, ben 15 milioni in più (un incremento del 22%) rispetto ai 68 incassati nello stesso periodo del 2017, a parità di importi totali dovuti dai contribuenti.
Una decisa inversione di tendenza dovuta, secondo Palazzo delle Aquile, “da un lato, all’intensificazione dei controlli e, dall’altro, all’utilizzazione di nuove modalità comunicative per la segnalazione preventiva ai contribuenti di irregolarità e omissioni suscettibili di autocorrezione (tax compliance), alla rateizzazione degli importi dovuti dai contribuenti in difficoltà economica, alle modifiche alla disciplina del ravvedimento operoso, al potenziamento dei servizi online, alla compensazione legale dei crediti”.
“Ormai da alcuni anni – ha commentato l’assessore al Bilancio Antonino Gentile – il Comune ha puntato moltissimo sulla semplificazione, con l’attivazione dei servizi online come il cassetto tributario, il collegamento ai servizi di identità digitale e il sistema di pagamento PagoPa. Abbiamo proposto e ottenuto dal Consiglio comunale importanti modifiche ai regolamenti che permettono da gennaio di quest’anno di rateizzare il debito; abbiamo introdotto il cosiddetto ravvedimento lungo che permette di regolarizzare la propria posizione anche con grande ritardo; per i morosi del 2017 è stato introdotto il sistema della compliance. Si tratta di proseguire su questa strada: facilitare l’accesso, migliorare i servizi e incentivare ulteriormente l’adempimento spontaneo”.
Il sindaco Leoluca Orlando, invece, ha battuto il tasto sul giro di vite nei controlli, ricordando “i recenti successi ottenuti dalla campagna porta a porta condotta dalla polizia municipale per incontrare gli esercenti attività commerciali morosi per la Tari e la Tosap” ma anche “l’importanza del dialogo con i cittadini, che non vuol dire certamente agevolare chi vuole evadere le tasse ma aiutare coloro che volendo mettersi in regola hanno incontrato delle difficoltà”.
Come si ricorderà, proprio la bassa capacità di contrasto all’evasione fiscale e di riscossione di multe e bollette era stata tra le criticità sollevate dai revisori contabili Marcello Barbaro, Sebastiano Orlando e Marco Mazzurco, spingendoli a una valutazione non positiva sul Bilancio consuntivo 2017 che ha scatenato un putiferio politico. Gli stessi revisori riconoscevano però che, in effetti, nel 2018 sono stati fatti dei passi in avanti.
Proprio in questi giorni una corposa relazione che il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile ha scritto su indirizzo del commissario ad acta nominato dalla Regione Sicilia ha riconosciuto, da una parte, il lavoro svolto dal Comune e, dall’altra, le ragioni dei revisori, sottolineando comunque la corrispondenza tra il Rendiconto di gestione 2017 e le risultanze contabili. Con la stampella della relazione del ragioniere la maggioranza è pronta a serrare le fila in vista della discussione sul consuntivo in Consiglio comunale, che però è iniziata con un passo falso: la prima seduta è andata a vuoto per mancanza del numero legale soprattutto a causa delle assenze tra i banchi degli orlandiani.
“Adesso – ha garantito il capogruppo di Sinistra Comune Giusto Catania, tra i più critici dopo il parere dei revisori – ci sono tutti gli elementi per approvare nel più breve tempo possibile il Rendiconto del 2017. Infatti, la relazione del ragioniere generale del Comune chiarisce, in modo definitivo, lo stato di salute dei conti del Comune e definisce nel dettaglio gli interventi correttivi. L’importo dei crediti da riconoscere alle società partecipate senza copertura finanziaria risulta già interamente accantonato nell’ambito dell’avanzo di amministrazione e le partite di spesa non riconciliate risultano già stanziate nel bilancio di previsione 2018-2021. Inoltre sul miglioramento della capacità di riscossione sono già state attuate misure che hanno consentito all’amministrazione di avviare un percorso per il superamento delle criticità”.

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