Pale eoliche orrore sui balconi - QdS

Pale eoliche orrore sui balconi

Carlo Alberto Tregua

Pale eoliche orrore sui balconi

giovedì 04 Febbraio 2010 - 00:00

Proseguono gli scempi ambientali

Tra le fonti rinnovabili, la produzione di energia da impianti eolici è quella che ha un maggiore rendimento economico nel rapporto tra investimento e utili. è per tale ragione che le aziende si sono buttate in questo business, che ha come contraltare un violento impatto ambientale. Immensi aerogeneratori posti in cima a monti e colline violano l’ambiente per decine di chilometri.
Tuttavia, questa fonte di energia è necessaria in quelle regioni ove vi è una sottoproduzione. In quel caso, le Istituzioni locali possono decidere se sacrificare l’ambiente all’autonomia energetica. Non è il caso della Sicilia, ove vi è una super produzione di energia che, quindi, non arrecando alcun vantaggio economico o fiscale, dovrebbe essere ridotta fino al livello di autosufficienza.
Le nuove iniziative imprenditoriali volte alla produzione di pannelli fotovoltaici dovrebbero essere un’attività sostitutiva di altre fonti ad alto inquinamento. In questa direzione devono intervenire l’assessore delegato all’Energia, Pier Carmelo Russo, quello alle Attività produttive, Marco Venturi, e il delegato per l’Ambiente, Roberto Di Mauro.

La novità di questi ultimi mesi è il lancio, da parte di alcune imprese, tra cui una di Siena, di microturbine da appartamento che, però, vengono installate sui balconi: un autentico orrore. Già le facciate dei palazzi sono costellate da climatizzatori e antenne paraboliche. Se ad essi si aggiungeranno le miniturbine eoliche, non si potranno guardare più se non come offesa al buon gusto e ad un equilibrato paesaggio e senso estetico.
Un mini impianto eolico può produrre 400 watt o, quello maggiore, un Kilowatt, potenze sufficienti per metà del fabbisogno di un’abitazione. Costano fra i 2500 e i 3000 euro e l’installazione è semplice. Per questo ne temiamo la diffusione rapida.
I cittadini hanno la libertà di scegliere qualunque cosa faccia loro comodo. Però le Istituzioni comunali devono fissare le regole dentro le quali le stesse possono operare. Tra queste vi è il divieto di violare interessi generali, mentre l’ambiente va tutelato proprio perché è di tutti. Le regole devono essere rispettate mediante controlli continui.

L’orrore estetico delle pale eoliche sui balconi è immediatamente visibile. Non si percepisce, invece, la violazione della salute dei cittadini quando le polveri sottili (PM10) superano i limiti consentiti dalla legge, peraltro superiori a quelli effettivamente tollerabili.
Quando tali limiti sono superati più di 35 volte nell’anno, cioè non oltre tre volte al mese, le Procure hanno l’obbligo di aprire le indagini a carico degli Enti preposti alla sorveglianza, per violazione dell’art. 674 del Codice penale. Alle volte questo non accade, con grave danno per i cittadini. Le nostre inchieste riportano i capoluoghi siciliani fuori norma, eppure non abbiamo notizie di indagini in corso, eccetto che a Palermo.
Ogni tanto sentiamo sindaci che chiudono le città all’uso delle auto. Ignorano che la maggior parte dell’inquinamento deriva da migliaia di caldaie a gas unifamiliari, che inquinano fortemente essendo soggette al controllo annuale, che non viene effettuato.

è la solita questione dell’omissione della tutela del territorio, che è il primo compito di ogni sindaco. I 390 primi cittadini della Sicilia sono i responsabili del degrado del loro territorio, perché in questi sessant’anni di autonomia non hanno mantenuto le attività edilizie entro i limiti delle leggi, per cui si sono verificati i disastri di Favara o il dissesto idrogeologico di Giampilieri, dove hanno costruito con tanto di concessioni comunali laddove non si sarebbe potuto.
Basta andare per le coste siciliane, ma anche all’interno dell’Isola, per verificare gli obbrobri estetici e paesaggistici di costruzioni totalmente dissociate dall’ambiente, dalla tradizione, dalla storia e dalla cultura dei territori.
Progettisti ignoranti, imprenditori senza scrupoli e tecnici comunali forse corrotti hanno approvato per stupidità, connivenza o sirene politiche. Sempre di vergogne si tratta.
è inutile giraci intorno. In una comunità, ogni corporazione tira il lenzuolo dal proprio lato. Ma i responsabili delle Istituzioni, se onesti, devono fissare e far rispettare le regole. Diversamente, sono irresponsabili e disonesti.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684