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Catania – Un mese senza asili nido comunali

Melania Tanteri

Catania – Un mese senza asili nido comunali

martedì 12 Febbraio 2019 - 03:00
Catania – Un mese senza asili nido comunali

L’assessore Lombardo chiede aiuto al Prefetto: “Ma la competenza ora è dei commissari liquidatori”. Lavoratrici da nove mesi senza stipendi. Le fatture, dal giugno scorso ad oggi, non sono state pagate dal Comune di Catania e ora il Consorzio Glicine, che si era aggiudicato l’appalto, non è più in grado di potere anticipare ulteriori somme

CATANIA – Sforzi prolungati negli ultimi mesi e, oggi, l’impossibilità a continuare a farli. Il dramma della delicata situazione finanziaria del Comune di Catania, per cui il Consiglio comunale è stato costretto a dichiarare il dissesto, esplode in tutta la sua forza nella situazione di stallo in cui versa il servizio degli asili nido, sospeso da circa un mese per via dei ritardi accumulati nel pagamento degli stipendi. Retribuzioni che le operatrici sotto contratto con la cooperativa “Il Glicine”, che gestisce il servizio per conto del Comune, non prendono da circa nove mesi. Un tempo lunghissimo che ha portato le lavoratrici a rifiutarsi di continuare a operare gratis, senza soldi e senza risposte concrete.
Come ricostruisce la stessa rappresentante legale del Consorzio che intende precisare come la situazione sia attualmente precipitata non certo per inadempienza della cooperativa che, al contrario, ha sostenuto determinati sforzi lo scorso anno proprio per evitare l’interruzione del servizio.
“Fin dall’inizio, il Comune di Catania, in una situazione economica finanziaria di grande sofferenza, che ha poi comportato la bocciatura del bilancio preventivo dell’anno 2018 e la dichiarazione di dissesto, non ha mai ottemperato agli obblighi assunti con il contratto stipulato con il Consorzio Glicine che si era aggiudicato l’appalto – affermano dalla cooperativa – non assicurando il pagamento mensile delle fatture e costringendo il Consorzio a utilizzare strumenti finanziari per poter garantire la retribuzione agli operatori e il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali”.
Un obbligo di legge per poter continuare a operare. “Nonostante il ritardo, il consorzio aveva anticipato, rispetto a quanto erogato dal Comune, il pagamento di tre mensilità agli operatori. “In data 4 agosto 2018, perdurando tale situazione, il Consorzio comunicava al Comune di Catania che, stante il mancato pagamento delle fatture relative ai mesi da gennaio a giugno 2018, il servizio non sarebbe stato riattivato al rientro dalla chiusura estiva” – continua la coop nella ricostruzione, sottolineando come dall’ente arrivavano richieste di non interromperlo.
Insomma, la questione era già esplosa sul finire del 2018, ma gli sforzi portati avanti per mantenere aperti gli asili avevano di fatto nascosto questa situazione. Fino all’anno nuovo. “Il Consorzio, fino a che gli è stato consentito ha corrisposto ai dipendenti le retribuzioni e ciò ancor prima che fossero liquidate le fatture relative ai mesi di effettuazione del servizio – ribadiscono i rappresentanti. Le successive fatture, da giugno ad oggi, non sono state pagate ed oggi il Consorzio non è più in grado di potere anticipare ulteriori somme”. Da qui la richiesta dell’amministrazione al Prefetto, di intestarsi la questione, facendo in modo che il servizio possa ripartire.
“Purtroppo, il pregresso entra nel dissesto e sarà competenza dell’Organo straordinario di liquidazione, perché il Comune non può intervenire – spiega l’assessore comunale al Welfare, Giuseppe Lombardo. Voglio sottolineare come, da settembre, nonostante fossimo insediati da quattro mesi, abbiamo pagato ben cinque mensilità – ribadisce prima di affermare che il Comune ha “diritto a un contributo della regione di 250.000 euro che, non appena arriverà, sarà utilizzato per il pagamento degli stipendi a cui si aggiunge la possibilità di accedere a un altro contributo governativo”.
“Ho chiesto un nuovo incontro in Prefettura – conclude – e mi appello al signor prefetto affinché si intesti la questione e renda possibile, insieme agli sforzi dell’amministrazione, l’apertura di un servizio importantissimo”.

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