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Catania – Dissesto, i fondi per Catania appesi all’Ars e Pogliese punta sui parlamentari catanesi

Desiree Miranda

Catania – Dissesto, i fondi per Catania appesi all’Ars e Pogliese punta sui parlamentari catanesi

sabato 16 Marzo 2019 - 04:00
Catania – Dissesto, i fondi per Catania appesi all’Ars e Pogliese punta sui parlamentari catanesi

Slitta l’istituzione della task force anti evasione. Bonaccorsi: “Più tempo per le manifestazioni di interesse”

CATANIA – La Città dell’Elefante fa i conti con il dissesto, o meglio, non riesce proprio a farli a causa del dissesto dell’Ente. Non c’è liquidità di cassa e si hanno difficoltà a rispettare gli impegni presi, così il primo cittadino Salvo Pogliese ha deciso di chiedere aiuto a tutti i catanesi, deputati regionali e nazionali, nonché a tutti i senatori etnei.
“Alcuni non li conosco, ma sono catanesi ed è giusto che anche loro ‘si sporchino le mani’ per la nostra città”, ha detto Pogliese durante l’incontro con i sindacti Cgil, Cisl, Uil e Ugl di pochi giorni fa. Oltre l’interessamento, però, ciò che aiuterebbe davvero sono i soldi. Le casse infatti sono vuote e non si possono neanche fare delle anticipazioni di cassa come in passato.
Anticipazioni che, peraltro, sono finite tra le motivazioni della Corte dei Conti palermitana come una delle cause che ha portato al fallimento del Comune, che “ha usufruito di ingenti anticipazioni ricevute dalla Cassa Depositi e dalla Regione. Allo stato degli atti, la cassa dell’Ente è in una situazione così deficitaria da non poter sostenere, oltre alle ordinarie esigenze di bilancio, l’onere della restituzione di tutte le anticipazioni ricevute e la provvista necessaria per provvedere al pagamento dei debiti fuori bilancio”, si legge sulla sentenza della Corte.
Come fare allora ad andare avanti? La risposta sembra paradossale in una situazione di deficit, ma prevede la contrazione di ulteriori debiti. Con la Regione e non con le banche private, ma sempre di debiti si tratta. In attesa di chiudere il bilancio riequilibrato che dovrà essere votato entro l’8 maggio e per il quale l’assessore al Bilancio di Catania, Roberto Bonaccorsi, non vuole esprimersi “perché è ancora presto, ci stiamo lavorando”, dice, è stato il sindaco Salvo Pogliese, in più occasioni, ad annunciare l’arrivo di somme dal governo regionale. Si tratterebbe di circa 20 milioni di euro da inserire nel prossimo collegato fiscale che segue l’approvazione della finanziaria.
“La Regione ha dato una mano a dicembre con un contributo di 8 milioni di euro a fondo perduto e ha predisposto un fondo per una anticipazione, ma anche l’atto attraverso il quale l’istituto di credito, nel caso specifico l’Irfis, fomalizzava l’anticipo al Comune di Catania. Abbiamo stimolato la Regione che sta lavorando al collegato per la finanziaria all’interno del quale vi è un emendamento del governo che dovrebbe permettere il completamento dell’iter con le risorse che sono già state impegnate”, sono le parole del sindaco.
Tale anticipazione, come già detto, non rappresenta una regalia. “Se ti danno delle risorse, poi ci devi pagare gli interessi. Anche per le anticipazioni di tesoria funziona così”, dice al nostro giornale l’assessore Roberto Bonaccorsi. In pratica se è vero che questi soldi sono destinati al Comune, è anche vero che se arrivano prima del previsto, molto prima, qualcosa in cambio bisogna restituirla. “Il valore finanziario si muove in funzione del tempo”, spiega Bonaccorsi, “una regola ordinaria in ambito finanziario”, aggiunge.
E se non si sa bene quando questi soldi potranno arrivare – considerando che il collegato è ancora in discussione all’Assemblea regionale siciliana e ci sono anche dei malumori che hanno portato a un primo rinvio – non si sa neanche a quale percentuale corrispondano gli annunciati interessi. “Non l’abbiamo ancora stabilito perché il provvedimento deve essere completato”, dice Bonaccorsi.
Si rimane in attesa, inoltre, anche per l’istituzione della task force che dovrà occuparsi di ridurre l’evasione fiscale. “Abbiamo allungato i termini della manifestazione d’interesse e nel frattempo stiamo lavorando alla pate informatica”, conclude Bonaccorsi.

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