Bolzano, un luogo baciato da quel "sole allegro" che riuscì ad ammaliare e stupire anche Goethe - QdS

Bolzano, un luogo baciato da quel “sole allegro” che riuscì ad ammaliare e stupire anche Goethe

Nicoletta Fontana

Bolzano, un luogo baciato da quel “sole allegro” che riuscì ad ammaliare e stupire anche Goethe

martedì 26 Marzo 2019 - 02:00

Architettura, shopping, cultura e tanta luce in quella che per molti è ormai diventata la “capitale” del Sud Tirol

Giunsi a Bolzano con un bel sole allegro. Anche Goethe, quando arrivò in questa città nel lontano 1786 durante il suo “Viaggio in Italia”, si accorse che l’anima di questa città è il sole.
Sono passati più di 200 anni da allora, ma il sole non ha mai smesso di splendere sopra questa incantata “capitale” del Sud Tirolo. Un sole che entra potente dai lucernari e dai patii all’interno delle buie case dei portici, in quelle abitazioni che una volta erano magazzini di merci, larghe solo quattro metri e lunghe sette.
Oggi ristrutturate in maniera contemporanea, riportano alla luce vecchi affreschi anche di scuola giottesca e lasciano che il sole penetri dall’alto dei loro soffitti. Una luce vigorosa, che illumina anche i piani alti dei terrazzi, affacciati sui tetti della cittadina alpina, in cui sorgono ristoranti d’eccellenza come il Ristorante 37.
Qui mi lascio trasportare dai sapori più antichi del Sud Tirolo, degustando un tagliere di speck affettato al coltello con pane di segale fatto in casa e burro salato, proveniente dalle vicine malghe. Proseguo con canederli allo speck ed erba cipollina e decido di addolcire il mio palato con un tortino tiepido di grano saraceno con gelato al mirtillo rosso. Il tutto innaffiato da un Gewürztraminer Kolbenhof.
Lo scorrere dei secoli non ha modificato il fascino delle vie di Bolzano e mi ritrovo ancora una volta nelle parole del poeta mentre passeggio tra i vivaci banchetti del mercato in piazza delle Erbe, vitale e immutato da quei tempi lontani. La vista di tutti quei volti di mercanti mi piacque. Sulla piazza erano sedute le fruttivendole; nelle loro ceste rotonde e piatte, larghe più di quattro piedi, le pesche erano ben allineate, in modo da non schiacciarsi; così pure le pere.
Tra le vie dei portici restano attuali le tradizioni antiche e il mio shopping si concerta alla scoperta di quei negozi che tengono viva la tradizione dei loden, soprabiti senza tempo segno di un’eleganza intramontabile. Li trovo nel negozio Oberrauch-Zitt e ne sono felice.
Da instancabile collezionista di cappelli non posso mancare di dirigermi da Rizzolli, un’azienda che produce copricapi in feltro sin dal 1870 e anche, graditissima sorpresa, scarpe su misura. Come ogni donna, mi lascio trasportare nel loro mondo di esclusività.
Il mio desiderio di cultura mi porta a visitare il Palazzo mercantile di Bolzano, sede dell’omonimo Museo e dell’antico Tribunale, istituito nel 1635 da Claudia de Medici, che in questi giorni ospita la mostra temporanea “Sulla strada del Brennero – Una via d’Europa tra Medioevo ed Età moderna”.
Passeggiando sempre lungo i portici entro da Thaler e scopro che oltre a essere da sempre la più antica profumeria della città, posso anche concedermi una buona cioccolata calda nel suo rooftop affacciato sui tetti. Scendendo giù per le scale, mi fermo anche nella sua enoteca super trendy e sorseggiando una coppa di champagne apprendo che ogni giorno in questo bar i bolzanini doc possono godere di un dj set all’ora dell’aperitivo potendo scegliere tra le migliori etichette di vini del Trentino Alto Adige e delle più prestigiose bollicine di Francia. Da non perdere!
Bolzano è il suo Museo di arte contemporanea: il Museion. Più che un luogo d’arte contemporanea, con le sue 4.500 opere in esposizione permanente, è anche un laboratorio di iniziative che tende a coinvolgere i visitatori attraverso progetti e workshop all’insegna dell’arte. La sua struttura architettonica è l’emblema di questo scopo: un grande “building” di vetro a forma di galleria, che vincola i passanti ad attraversalo per potere accedere dall’altra parte della città. Un percorso obbligato per soffermarsi a riflettere sull’importanza dell’arte nella nostra esistenza. Un’astronave futuristica in fascinoso contrasto con la città storica e le vette del Catinaccio.
Il Museo di Bolzano
Ma Bolzano non è soltanto sole. È anche stelle: ne ritroviamo una nella cucina di Claudio Melis, nel suo ristorante “In Viaggio”, esperienza gastronomica unica per meglio salutare questa straordinaria cittadina sulle orme di Goethe. Perché il viaggio non è il punto d’arrivo, ma è tutto ciò che ti porti via quando riparti. (Claudio Melis, 1 stella Michelin).
INFORMAZIONI
Dove Dormire
– Hotel Greif: Designhotel
www.greif.it/it/hotel-bolzano-centro
– Parkhotel Laurin:
www.laurin.it/it/park-hotel-bolzano
Info
– www.suedtirol.info/it

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