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Catania – Solo cinquanta Vigili del fuoco per coprire tutta la provincia

Melania Tanteri

Catania – Solo cinquanta Vigili del fuoco per coprire tutta la provincia

giovedì 22 Luglio 2010 - 00:00

Oltre alle difficoltà legate al personale, c’è da fare i conti con un parco mezzi da ammodernare. La fotografia del Corpo. Nel capoluogo impossibili più di due interventi simultanei

CATANIA – Personale insufficiente, mezzi vetusti e inadatti a una città a impianto greco, caratterizzata da strade strette e tortuose, prevalentemente concentrate al centro storico.
È la fotografia del corpo dei Vigili del fuoco etneo scattata dalla Federazione nazionale sicurezza Cisl, sezione Vigili del fuoco, che punta il dito contro alcuni aspetti dell’organizzazione del corpo nella provincia di Catania, prima fra tutti l’enorme carenza di personale.
Sarebbero appena 50 i pompieri in servizio operativo, distribuiti tra la Centrale e i distaccamenti di tutta la provincia, numeri troppo bassi per l’estensione e le caratteristiche del difficile territorio e insufficienti a garantire quanto meno due squadre per struttura. In città, poi, per quanto riguarda la caserma di via Cesare Beccaria, quella preposta al controllo dell’area metropolitana, il numero dei Vigili del fuoco sarebbe sufficiente a garantire appena due squadre ordinarie, ma solo chiamando a raccolta tutto il personale disponibile.
“Il corpo – spiega Antonino Anzalone, segretario della Fns Cisl – in provincia di Catania soffre enormemente per la carenza di organico dal momento che mancano almeno 70 unità. Con il personale ridotto all’osso non si riescono a garantire più di due squadre in servizio a Catania e una sola squadra per ogni distaccamento istituito, che deve intervenire su vaste porzioni di territorio”.
“In questi distaccamenti – aggiunge Anzalone – non possiamo garantire interventi per due azioni simultanee”.
Il problema principale sarebbe la riduzione dei fondi da parte del Ministero degli Interni e la mancanza di assunzioni, ma anche le poche iniziative volte al potenziamento del personale, previste dalla legge, come i consorzi tra Comuni che possano potenziare l’azione, specialmente d’estate.
Altr problema, presentatosi quest’anno, è infatti la riduzione dello stanziamento per la campagna contro gli incendi boschivi dell’anno in corso, che prevede 1.300.000 euro, per le attività di Protezione civile, comprese quelle di salvaguardia del territorio dagli incendi boschivi. Questi fondi, inoltre, quest’anno sono a disposizione del Corpo forestale dello Stato, e non dei Vigili del fuoco, con il risultato che i pompieri, a Catania ad esempio, hanno visto ridurre le squadre per il contenimento degli incendi boschivi, dalle tre del 2009, a nessuna per il 2010.
“Oggi si lavora con il personale ordinario – continua Anzalone – nonostante il lavoro straordinario che comporta la stagione estiva”.

CATANIA – Chiedono il potenziamento del personale e tornare a investire sulla prevenzione i Vigili del fuoco, che martedì hanno scioperato in tutta Italia, per il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da trenta mesi, e per la carenza di uomini e mezzi. A rischio, in particolare il servizio antincendio nel periodo estivo, in cui i roghi si verificano più facilmente. La riduzione dei fondi sia regionali che nazionali, infatti, pesa sull’attività ordinaria del corpo dei Vigili del fuoco.
“In Sicilia – spiega ancora Anzalone – i fondi a disposizione della campagna contro gli incendi boschivi vadano al Corpo forestale, cui è assegnato il compito di tutela dei boschi. Ma poi anche la Forestale chiama i pompieri”.
Se i Vigili del fuoco piangono, però, la Forestale non ride. Alcune organizzazioni hanno puntato il dito contro la cifra stanziata per il 2010, considerata insufficiente rispetto al 2009 e contro la riduzione del personale, passato da 1700 a 600 unità negli ultimi 15 anni.

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