Messina, ad un anno dal disastro i cittadini non si sentono sicuri - QdS

Messina, ad un anno dal disastro i cittadini non si sentono sicuri

Massimo Mobilia

Messina, ad un anno dal disastro i cittadini non si sentono sicuri

venerdì 22 Ottobre 2010 - 00:00

Studio dei geologi di Sicilia ed Eurispes sulle attuali condizioni della popolazione colpita dall’alluvione. Lo pensa il 62% degli intervistati. Amministratori locali ritenuti responsabili

PALERMO – I cittadini di Giampilieri e delle altre zone del messinese colpite un anno fa dalla devastante alluvione non si sentono ancora oggi sicuri nel loro territorio.
E’ uno dei dati emersi dallo studio svolto, in collaborazione, tra l’Ordine dei geologi di Sicilia ed Eurispes Sicilia, sull’attuale condizione della popolazione e del territorio messinese che fu devastato dagli eventi del primo ottobre 2009 che provocarono 37 morti. Il report è stato presentato giovedì scorso nella sede dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia, in a Palermo.
Il 62% degli intervistati si sente poco sicuro nel proprio territorio, l’85%, invece, crede che le responsabilità vadano oltre alla naturale conformazione del territorio e, precisamente, il 65% le attribuisce agli amministratori locali. Sono questi alcuni dei dati più interessanti che emergono dal dossier elaborato dai geologi siciliani.
Alla luce anche dei nuovi avvenimenti franosi che in questi giorni stanno interessando il territorio messinese, il presidente dei geologi di Sicilia, Gian Vito Graziano, ha così commentato: “Speriamo che quanto messo in luce da questo sondaggio porti ad un nuovo corso nel quale tutte le istituzioni lavorino, nonostante i continui sforzi compiuti dalle amministrazioni, non solo per assicurare il diritto alla sicurezza o alla salute dei cittadini, ma anche per garantire la salvaguardia del territorio”.
“A un anno dalla tragedia non è possibile, purtroppo, dire che il territorio messinese sia oggi meglio tutelato – ha osservato ancora Gian Vito Graziano. Dal nostro studio, infatti, emerge molto chiaramente che i cittadini che hanno vissuto sulla loro pelle la perdita degli affetti più cari e l’allontanamento dalle loro abitazioni, non si sentono sicuri nel loro territorio”.
“Questi stessi cittadini – aggiunge – giudicano tuttavia positivamente l’apporto fornito dalle categorie professionali nei momenti topici dell’emergenza, e sentono vicini i professionisti che hanno prestato in forma volontaria il loro servizio in momenti difficili e cruciali, primi tra tutti i geologi che hanno monitorato immediatamente la situazione delle frane e, ancora oggi, svolgono attività di presidio territoriale”.
“Lo studio rende anche assai evidente che i cittadini attribuiscono chiare responsabilità agli amministratori locali – conclude Graziano – e si evince molto chiaramente che c’è ancora tanto da fare per rendere sicuro il territorio. “Ma soprattutto si mette in evidenza, ancora una volta, la funzione sociale della professione del geologo, la cui etica ed il cui impegno è stato testimoniato dai numerosi colleghi che si sono prodigati e si prodigano tutt’oggi in tutte le aree soggette alle calamità naturali”.

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