Liquidazione Ems e Espi, priorità al contenzioso - QdS

Liquidazione Ems e Espi, priorità al contenzioso

Raffaella Pessina

Liquidazione Ems e Espi, priorità al contenzioso

giovedì 21 Luglio 2011 - 00:00

I deputati pensano già alle vacanze fissate a partire dal 4 agosto. Il presidente II commissione Ars, Savona: “Occorre chiuderlo”

PALERMO – La voglia di vacanze si fa sentire a Palazzo dei Normanni. Nella seduta di martedì scorso dopo lo svolgimento di alcune interrogazioni della rubrica Attività produttive, Totò Cordaro (Pid) e Fabio Mancuso (Pdl) hanno chiesto la verifica del numero legale che non c’era. Il presidente dell’Ars Cascio ha voluto saggiare la volontà del Parlamento di proseguire nei lavori prima della pausa estiva ed è stato concordato nel corso di una conferenza dei capigruppo il calendario dei lavori che prevede sedute d’Aula fino al 4 agosto.
In questo periodo verrà discusso il Ddl sulla caccia, che ieri è stato incardinato per andare in Aula la prossima settimana. Intanto la Commissione Bilancio e finanze, ha ascoltato Rosalba Alessi, commissario liquidatore, sul Ddl relativo a Interventi per gli investimenti e la crescita, con particolare riferimento alla messa in liquidazione dei complessi aziendali Ems ed Espi. “La norma così com’è elaborata non garantisce l’accelerazione dei processi di dismissione, ma al contrario li rallenta”. è quanto dichiara il Presidente della Commissione Riccardo Savona: “Chiudere i contenziosi è difatti una priorità rispetto al processo di acquisizione dei beni e dei crediti degli enti da parte della Regione. Adattare la norma alla situazione della liquidazione degli enti, o accelerarne il processo potrebbero essere due soluzioni valide, ma al momento la commissione ritiene opportuno ritornare sulla questione per ulteriori approfondimenti e con i supporto dei documenti che l’Espi metterà a disposizione”.
E’ stata anche ascoltata Anna Rosa Corsello presidente della Multiservizi Spa, in merito alle problematiche occupazionali e del contenzioso riguardante la società. E’ stato chiarito come dovranno essere tutelati i dipendenti dal momento che la Multiservizi verrà assorbita dalla Beni Culturali Spa.
Sempre in commissione Bilancio è stato dato il via libera alla modifica al Ddl che garantirà le misure di sostegno alle imprese previste dal credito d’imposta, bloccato dal venir meno dei fondi Fas che il governo nazionale non ha ancora concesso alla Sicilia. Con esso si autorizza l’assessorato dell’Economia a stipulare con la Banca Europea degli investimenti (Bei) una linea di credito di 150 milioni di euro: 60 da utilizzare entro il 31 dicembre e 90 entro l’anno successivo. La norma era fra quelle già inserite nel maxiemendamento alla legge finanziaria che fu ritirato prima dell’approvazione nello scorso mese di aprile.
Intanto ieri in Aula è intervenuto il presidente della Commissione attività produttive Salvino Caputo sulla crisi della formazione professionale che, rivolgendosi al presidente della Regione, presente in Aula, ha chiesto di attivarsi velocemente perché “la Sicilia rischia di cadere in un contenzioso senza fine”. Intanto sul fronte politico Lombardo ha cominciato il giro di consultazioni per il rimpasto dell’esecutivo. Con l’Udc l’incontro è stato giudicato dal Governatore molto positivo. “è un confronto che si ripeterà anche con altri gruppi di questa nostra maggioranza – ha detto Lombardo – Ma in particolare con l’Udc, che è il partner privilegiato più importante del terzo polo, credo che questo rapporto oltre che essere solido e forte, abbiamo tutti l’interesse a consolidarlo”. Lombardo ha anche aggiunto di essere al lavoro per preparare una manovra che dovrebbe essere approvata entro la fine del mese, ricavando risorse alternative.
“Stiamo lavorando – ha concluso il presidente della Regione – perché l’aumento del ticket sanitario non ci sia, la nostra è un’economia molto debole e non possiamo aggravare in maniera indiscriminata le spese sui cittadini con questo piccolo ulteriore salasso che non possono sostenere. L’aumento del ticket imposto dalla manovra del governo nazionale è veramente molto pesante”.

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