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Messina – Servizi sociali e contributi facili. Dopo lo scandalo, ancora ombre

Francesco Torre

Messina – Servizi sociali e contributi facili. Dopo lo scandalo, ancora ombre

mercoledì 30 Novembre 2011 - 00:00

Intanto la Procura ha rinviato a giudizio per abuso d’ufficio l’ex assessore Aliberti e il dirigente Leotta. Assegnazioni discrezionali, senza alcun bando o commissione giudicante

MESSINA – A un anno di distanza dai fatti contestati, e dopo mesi di meticoloso studio della documentazione esistente, il procuratore aggiunto Ada Merrino ha finalmente chiuso le indagini preliminari legate allo scandalo dei 300 mila euro di “contributi natalizi politicizzati”, notificando alle due personalità istituzionali coinvolte, l’ex assessore comunale ai Servizi sociali Pinella Aliberti e l’attuale dirigente del settore Giamolo Leotta la ferale notizia: rinvio a giudizio per abuso d’ufficio, reato previsto dall’art 323 del Codice penale ai sensi del quale gli imputati rischiano una condanna da sei mesi a tre anni di reclusione.
La storia la ricorderete tutti. Tra il 29 ottobre e il 19 novembre scorso l’assessorato ai Servizi sociali ha elargito senza avviso pubblico e in barba all’attuale regolamento, in gran parte ad associazioni di diretta afferenza a consiglieri comunali e uomini di fiducia di esponenti politici locali e di “rais” di partiti di destra, centro e sinistra, la bellezza di 321 mila euro. Uno scandalo in piena regola, reso ancora più evidente dalle reazioni scomposte avute da tutto il “palazzo”: le dimissioni della Aliberti e del capogruppo Pdl in Consiglio Capurro; l’assunzione ad interim della delega assessoriale da parte di Buzzanca il quale, chiamato in causa dalla Procura stessa come “persona informata dei fatti”, si è invece presentato alla stampa e ai giudici come “u meravigghiatu da rutta”; il ritiro dei provvedimenti da parte dello stesso dirigente Leotta.
Ora l’azione penale farà il proprio corso, prendendo le mosse proprio dalla violazione del Regolamento comunale per la concessione di contributi o altri benefici a favore di enti, associazioni per progetti socialmente utili e rilevanti (atto approvato dal Consiglio comunale addirittura nel dicembre 1995), regolamento che avrebbe impedito la concessione di contributi così “discrezionali”, obbligando assessore e dirigente a pubblicare un avviso pubblico sulla base di criteri di merito e valore delle iniziative proposte.
Ancora più grave sembra però il fatto che, nonostante ci sia un’inchiesta della magistratura in corso, tale Regolamento non viene attuato nemmeno adesso che la delega ai Servizi sociali è rimasta in bilico tra il primo cittadino e l’assessore alle Politiche familiari Dario Caroniti. I contributi alle associazioni, infatti, continuano a essere strettamente discrezionali, senza alcun bando né commissione che giudichi le proposte, e siamo sicuri che andando a scavare bene tra i beneficiari se ne scoprirebbero delle belle. E non solo nel settore dei Servizi sociali.


Altre irregolarità. Adesso indaga anche la Corte dei conti
MESSINA – Continuano anche le indagini preliminari della Procura sulle presunte irregolarità nella gestione dei bandi milionari per la gestione dei Servizi sociali, su cui pure l’amministrazione ha avviato un’indagine interna. Sulla graticola la Commissione di valutazione, presieduta sempre dal dirigente Giacomo Leotta e alcune cooperative vincitrici di appalti, ree secondo molti di dichiarazioni mendaci.
Le anomalie erano state denunciate dai consiglieri comunali Tanino Caliò (Pid) e Carmelo Conti (Pdl), quest’ultimo protagonista di una piccola vendetta dopo la violenta querelle tra l’amministrazione comunale e la cooperativa di sua diretta afferenza, Futura. Le accuse sono gravi e i capi d’imputazione potrebbero essere numerosi, visto anche l’interessamento della Corte dei Conti che, su richiesta del sostituto procuratore generale Alessandro Sperandeo, ha richiesto l’invio di tutta la documentazione e le generalità dei componenti della Commissione di gara, ipotizzando danno erariale.

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