Sciacca “Non è un paese per vecchi”, pochi servizi e strutture inesistenti - QdS

Sciacca “Non è un paese per vecchi”, pochi servizi e strutture inesistenti

Andrea Pizzo

Sciacca “Non è un paese per vecchi”, pochi servizi e strutture inesistenti

mercoledì 22 Luglio 2009 - 00:00

Anziani. Parte di popolazione in attesa di risposte.
Senza meta. Per trascorrere del tempo vengono allestiti anche luoghi di fortuna, come la casupola in legno che nei giorni scorsi è stata messa in piedi in contrada Perriera.
Incompiute. In città ci sarebbero gli spazi da poter destinare agli abitanti della terza età, ma in molti casi gli edifici pensati per questo scopo sono stati abbandonati all’incuria

SCIACCA (AG) – Cosa c’è di meglio del titolo del film premio oscar dei fratelli Coen, “Non è un paese per vecchi”, per definire la città termale. Prendiamo in prestito solo il titolo, la trama – fatta di fughe e omicidi – non c’entra alcunché.
A Sciacca, gli anziani li vedi girovagare senza una meta, a qualunque ora della giornata. D’estate come d’inverno. Col sole e con la pioggia. Per forza, mancano le strutture e gli spazi adatti alle loro esigenze. Non c’è un straccio di centro diurno, dove possono scambiare quattro chiacchiere o fare una partitina a carte. Qualcuno ha la fortuna di potersi permettere la “retta” dei vari circoli cittadini. Roba d’elite. Molti altri, e sono la maggior parte dei quasi 11 mila anziani che compongono la popolazione saccense, no. Con la crisi che non si arresta, il potere d’acquisto in caduta libera e le pensioni che percepiscono, bisogna prima pensare a comprare da mangiare e a pagare le bollette. Altro che circolo. Ma i nonnini saccensi non si scoraggiano e sono sempre pronti a rimboccarsi le maniche.
Se le istituzioni non li aiutano, ci pensano loro stessi a crearsi gli spazi e ad organizzarsi le giornate. L’arte di arrangiarsi, la potremmo chiamare. Da qualche settimana, per esempio, alcuni di loro hanno adibito un angolo della villetta adiacente la piazza Saverio Friscia, una delle più importanti del centro storico, a campo di bocce. Un’iniziativa che sta riscuotendo un enorme successo. C’è il pienone sia di mattina che di pomeriggio. Nella piazza La Rosa, in contrada Perriera (zona popolosa e periferica della città), invece, altri si sono costruiti una sorta di gazebo in legno (forse è meglio definirla una baracca). La utilizzano come luogo di ritrovo, sala giochi, “confessionale”. Sempre meglio di vagare per le vie cittadini come “barboni”.
Eppure, in città, uno stabile che con qualche modifica potrebbe fare al caso loro esiste: la mai completata casa di riposo per anziani. Si trova in contrada Perriera, e gode di una splendida vista mare. Peccato che nessun ospite ne possa godere. I lavori cominciarono nel 1989, grazie ad un finanziamento di un miliardo e 870 milioni di lire. Ma il cantiere rimase attivo solo 3 anni. Nel giugno del 1992 tutto si fermò. Il motivo? Venne fuori che l’area su cui poggia l’edificio è in realtà un terreno di riporto, così si dovette modificare il piano di fondazione e ritoccare, al rialzo, il budget che serviva a completare l’opera. I fondi aggiuntivi non sono mai arrivati e quel luogo pensato per accogliere anziani soli si è trasformato in un ammasso di cemento armato frequentato da vandali. L’amministrazione comunale uscente l’ha inserita nel “Piano strategico delle Terre Sicane” per accedere ai fondi comunitari. Fino ad ora, però, non è arrivato un centesimo.
Un’altra casa albergo, finanziata e costruita negli anni Novanta dalla Regione, prima è stata sfruttata come hotel e poi come centro di accoglienza per rifugiati politici. Mai in favore dei “vecchietti”.
Insomma, a Sciacca, è in atto un’autentica emergenza terza età. E non è un caso che, nell’ottobre del 2007, i rappresentati della vecchia generazione siano scesi in piazza per chiedere migliori condizioni di vita, ossia maggiore attenzione ai loro problemi, più strutture, più servizi. Un protesta a tutti gli effetti. Con tanto di cartelli e marcia verso Palazzo di Città per incontrare il sindaco (all’epoca Mario Turturici). Cose mai viste da queste parti. Ad organizzarla fu l’associazione “Sos anziani”. E certo, non sentendosi considerati, tempo fa, hanno deciso di mettersi insieme, di dotarsi di uno strumento che li rappresenti, che li difenda, che alzi la voce quando le cose non vanno come dovrebbero andare.
Purtroppo, i risultati non sono stati quelli sperati. L’ex assessore alle Politiche sociali, Mariella Campo, ha sempre respinto le accuse, elencando fior di iniziative (attività ricreative, bonus socio-sanitario, assistenza domiciliare, telesoccorso, gite) indirizzati alla categoria. In molti, attraverso l’associazione, si sono sempre detti insoddisfatti.
“Si spende più per il ricovero dei randagi – ha ribadito spesso il presidente Vincenzo Truzzolino – che per i bisogni di noi anziani”. Ma questo fa parte del passato. Adesso, dovrà essere la nuova amministrazione ad “accontentarli”.

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