Spesa sanitaria più equa, trasparente ed omogenea - QdS

Spesa sanitaria più equa, trasparente ed omogenea

Giovanna Naccari

Spesa sanitaria più equa, trasparente ed omogenea

sabato 09 Giugno 2012 - 00:00

Confronto della commissione salute della Conferenza delle Regioni con gli assessori d’Italia al Forum Mediterraneo in Sanità a Palermo. Il ministro ha risposto alla richiesta dell’assessore siciliano di abolire l’aggravio per le fasce più deboli

Palermo – “La Sicilia ha migliorato moltissimo la qualità della propria sanità con importanti operazioni di riorganizzazione e non limitandosi a ridurre l’esposizione finanziaria. Abbiamo dati incoraggianti e dal punto di vista tecnico è giusto sottolineare i risultati”. Lo ha detto ieri il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in occasione del Forum del Mediterraneo in sanità, che da tre giorni coinvolge nel capoluogo gli operatori del settore.
L’attenzione venerdì si è spostata sulle politiche sanitarie delle regioni italiane, divise tra l’esigenza di assicurare “l’universalità dell’accesso ai servizi” e il taglio dei costi. Tutti gli assessori al ramo, dopo un dibattito dedicato al federalismo e alla coesione nazionale, hanno partecipato alla seduta della commissione Salute della conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Unanime il no dei governi locali ad altri tagli che potrebbero arrivare dalla Capitale con la spending review. L’imperativo è garantire “equità e giustizia sociale”, come ha sottolineato ancora una volta, dall’inizio dei lavori, l’assessore alla Salute, della Regione siciliana, Massimo Russo.
“E’ necessario più che mai affrontare il tema della sostenibilità e dell’universalità del sistema sanitario, cercando le soluzioni per garantire i diritti dei cittadini previsti dalla Costituzione, pur in assenza di risorse”, ha detto Russo.
E Franco Tomassoni, assessore della regione Umbria, ha aggiunto: “Pensiamo che l’accesso al servizio sanitario sia un diritto di tutti e che non dipenda dal possesso di una carta di credito. La spending review del governo nazionale nel settore della sanità tenga conto della qualità dei servizi e non sia un intervento di tagli lineari”.
Tra i temi più caldi trattati al forum, la necessità di rivedere la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria, ovvero il ticket, e l’apertura ad un mercato delle assicurazioni private in senso solidaristico. “Anche se ci inseriscono tra le aree privilegiate in termini economici e di servizi, ci sentiamo tutti coinvolti nel processo di organizzazione del sistema sanitario – ha affermato Ugo Rossi, assessore della provincia autonoma di Trento – Ma se dobbiamo puntare a quella universalità che ci siamo imposti, dobbiamo avere anche il coraggio di dire che in futuro si potrebbe avvertire l’esigenza di aumentare i costi della compartecipazione alla spesa sanitaria, proprio per raggiungere l’obiettivo e in considerazione dell’invecchiamento della popolazione”.
L’assessore Russo ha lanciato al ministro Balduzzi la proposta di rimodulare o abolire il ticket per le fasce più deboli della popolazione. Appello che andrà al tavolo nazionale. “In un momento in cui si chiede al sistema sanitario di fare un ulteriore sforzo di riduzione degli oneri, è difficile immaginare nuove risorse – ha detto – ma avverto nel Paese la fortissima esigenza di una compartecipazione alla spesa più equa, trasparente ed omogenea. Su questo dovremmo studiare qualche innovazione”.
L’assessore Russo ha ricordato i risultati raggiunti dalla Sicilia: “Abbiamo cominciato liberando la sanità dalla corruzione, dall’inquinamento mafioso e dal clientelismo – ha affermato – abbiamo rimesso in sesto un sistema non guardando all’aspetto economico, ma guardando alla sua funzionalità, alla sua riorganizzazione e all’efficientamento che ha avuto l’effetto di ridurre i costi e di sanare il bilancio. La Sicilia è cresciuta ma deve continuare nel suo percorso di miglioramento”.
Elio Cardinale, sottosegretario alla Salute, ha sottolineato l’importanza ridurre il divario nel Paese tra le aree sanitarie di eccellenza e quelle con forti criticità. Distanze che, secondo Cardinale, dovrebbero scomparire anche negli acquisti dei macchinari che “non hanno ancora costi uguali in tutte le regioni”.

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