A Gela i primi scricchiolii in maggioranza - QdS

A Gela i primi scricchiolii in maggioranza

Liliana Blanco

A Gela i primi scricchiolii in maggioranza

sabato 06 Giugno 2020 - 00:00
A Gela i primi scricchiolii in maggioranza

Le recenti decisioni del primo cittadino hanno provocato qualche mal di pancia fra gli alleati. Da definire la posizione dell’assessore Robilatte, che ha rimesso le proprie deleghe

GELA (CL) – Un anno è passato dall’insediamento della nuova Giunta comunale retta dal sindaco Lucio Greco e la stabilità politica della maggioranza inizia già a vacillare.

I recenti movimenti dei gruppi di maggioranza hanno confermato un andazzo che si annusava già da qualche tempo, reso più concreto dopo l’attacco che ha sferrato l’opposizione sul tema degli incarichi di famiglia (che potrebbe avere ripercussioni importati anche a livello giudiziario). A tutto ciò si sono aggiunte la questione Ipab, e lo scontro fra il sindaco e i vertici della Ghelas, che si è concluso con l’assegnazione di un altro incarico per ulteriori impegni della società partecipata nella pulizia della città.

Proprio quest’ultima mossa sembra aver incrinato qualcosa all’interno della coalizione fra centrodestra e centrosinistra che ha trionfato in occasione delle Amministrative 2019, tanto che l’assessore all’Ambiente Grazia Robilatte, in quota Pd, ha deciso di rimettere l’incarico nelle mani dei vertici del partico.

E così la guerra fredda è servita. In casa Pd non si parla: bocche cucite dal primo giorno. Ognuno aspetta il primo passo dall’altro, che però non arriva, e si assiste a un silenzio che non riserva nulla di buono. Di fatto l’assessore resta assessore dal punto di vista tecnico e le deleghe restano in mano al partito che dovrà decidere se indicare un altro nome, sempre in seno al Pd o confermare Robilatte, la quale però sembra essere ai ferri corti con il sindaco.

E mentre circolano i primi nomi su possibili sostituti non è escluso che, con questo clima, il Pd possa passare all’opposizione. Una mossa che rappresenterebbe un grande sconvolgimento della geografia politica del Consiglio comunale che già adesso può contare su un’opposizione agguerrita con argomenti ancora incandescenti, come la gestione dei beni comunali.

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