Commercio, accolte le richieste dei venditori ambulanti siciliani - QdS

Commercio, accolte le richieste dei venditori ambulanti siciliani

Antonino Lo Re

Commercio, accolte le richieste dei venditori ambulanti siciliani

giovedì 04 Giugno 2020 - 00:00
Commercio, accolte le richieste dei venditori ambulanti siciliani

Arturo Coglitore e Giuseppe Fichera, presidente e segretario di Fiva Confcommercio dicono la loro al QdS. Sospensione del canone per il suolo pubblico e dei tributi locali sino a fine anno, rinvio al 2022 delle direttiva Bolkestein

PALERMO – I venditori ambulanti siciliani hanno fatto sentire la loro voce. La scorsa settimana a Palermo circa 800 operatori commerciali su suolo pubblico hanno protestato chiedendo di essere ascoltati. Raggiunti dal deputato regionale Gaetano Galvagno (Fdi) è stato possibile organizzare l’incontro tra una delegazione di ambulanti e il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché. Hanno partecipato anche l’assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano e gli altri onorevoli Elvira Amata (Fdi), Riccardo Savona (Fi) e Luisa Lantieri (Ora Sicilia).

Per la prima volta dopo 30 anni Fiva Confcommercio ha riunito i commercianti ambulanti delle nove province siciliane, realizzando un coordinamento regionale e coinvolgendo le altre sigle sindacali (Fenailp e Cidec-Fosapi) per portare avanti una proposta valida per tutto il comparto commercianti ambulanti su suolo pubblico della Sicilia.

Inoltre, i commercianti hanno visto la presenza dei deputati regionali del Movimento 5 Stelle, il capogruppo Giorgio Pasqua insieme ai colleghi Francesco Cappello e Giovanni Di Caro, i quali hanno chiesto sostegno economico e regole per non danneggiare gli operatori. La categoria dei venditori ambulanti è stata tra quelle che più di tutte ha risentito del lockdown e nonostante le riaperture dei mercati non alimentari, diversi sindaci dell’Isola non si sono ancora preparati a ripartire. Le difficoltà sono enormi e dopo mesi di inattività riprendere è un’impresa tutt’altro che semplice.

Proprio per queste motivazioni i lavoratori hanno mosso delle richieste: il rinvio al 2022 della direttiva europea Bolkestein; il finanziamento a fondo perduto senza parametri reddituali per favorire la ripartenza di mercati, fiere, feste e sagre e un contributo straordinario; una circolare regionale con disposizioni chiare e vincolanti per i sindaci; vietare lo spostamento delle sedi mercatali storiche in altre aree periferiche delle città; la sospensione del canone per il suolo pubblico almeno sino al 31 dicembre 2020 e di tutti i tributi comunali e regionali sino a fine anno.

Un grido d’aiuto accolto con grande senso di responsabilità dall’onorevole Gaetano Galvano: “Dignità e rispetto: non ci vuole altro – spiega – per tutti i lavoratori, anche per gli ambulanti. Dopo il fermo che ci ha costretto alla reclusione, tutti dobbiamo riprendere le nostre attività, in sicurezza e adottando tutte le misure necessarie per ritornare gradualmente alla normalità e per garantire stabilità economica familiare che in questi mesi è venuta a mancare. Non chiedono altro: solo lavoro”.

Soddisfatti per l’andamento dell’incontro e per le richieste accolte Arturo Coglitore e Giuseppe Fichera, rispettivamente presidente e segretario di Fiva Confcommercio, intervenuti ai microfoni del Quotidiano di Sicilia: “Si sono associati con noi Fenailp e Cidec – spiegano – e abbiamo portato avanti le nostre proposte. Ringraziamo l’onorevole Galvagno per l’interesse e l’impegno dimostrato nei nostri confronti. Finora sono state accolte tutte le nostre richieste, tranne una che è ancora in discussione. Si tratta del finanziamento a fondo perduto senza parametri reddituali per favorire la ripartenza delle attività mercatali, fiere, feste e sagre”.

Alcuni Comuni finora non si sono decisi a riaprire i mercati, ma all’Ars si discuterà su un circolare chiara e vincolante per i sindaci: “L’articolo 7 del decreto regionale – afferma Fichera – dava la facoltà ai primi cittadini di saltare le commissioni comunali che sono obbligatorie. Il presidente Micciché e l’assessore Turano si sono resi conto che è necessaria una modifica per la situazione che si è venuta a creare. Tanti sindaci ci hanno dato ascolto, altri preferiscono fare gli sceriffi. Infatti, con la motivazione del Covid-19 tanti stanno tentando anche di spostare i mercati dalle aree storiche della città a quelle periferiche. E noi ci siamo opposti a questo”.

“Dalla Regione abbiamo avuto – conclude – massima disponibilità. Sulle proposte che sono state accolte ci hanno assicurato, mentre per l’unica non ancora accolta ne devono discutere. Intanto, sulle misure economiche a favore della categoria abbiamo ottenuto un documento ufficiale dalla Regione, con le firme di dieci di deputati, dove saremo sentiti in commissione Bilancio e attività produttive. Nelle prossime settimane dovremo avere delle risposte”.

Twitter: @AntoninoLoRe

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