Viabilità e trasporti da incubo nelle aree interne - QdS

Viabilità e trasporti da incubo nelle aree interne

Pietro Vultaggio

Viabilità e trasporti da incubo nelle aree interne

mercoledì 16 Ottobre 2019 - 00:00
Viabilità e trasporti da incubo nelle aree interne

La Cisl di Agrigento, Caltanissetta ed Enna propone un coordinamento tra sindaci e associazioni del territorio. Serve certezza sui tempi di realizzazione delle opere altrimenti gli investitori continueranno ad evitarci o a scappare

AGRIGENTO – La Cisl di Agrigento, Caltanissetta ed Enna lancia il coordinamento tra sindaci, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali per favorire mobilità e infrastrutture nelle aree interne della Sicilia.

“La triste realtà dello stato dei nostri collegamenti – dichiara Emanuele Gallo, segretario generale Cisl Ag-Cl-En – ci impone una dolorosa riflessione: in queste condizioni, chi viene ad investire da noi? Per questo credo sia importante costituire un coordinamento tra soggetti istituzionali che riunisca tutti gli attori di un processo. Dobbiamo puntare a siglare un patto affinché ci sia certezza sui tempi di realizzazione delle opere”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il reggente Filca Cisl Ag-Cl-En, Paolo D’Anca: “Purtroppo in Sicilia siamo molto in ritardo. Lo stato delle infrastrutture è carente ed è lo specchio di una società che si dibatte tra tante difficoltà. Come Sicilia siamo indietro alla Campania e pure alla Calabria. Avvertiamo forte la necessità di smuovere un settore che è nevralgico per lo sviluppo delle comunità. L’unione, senza colore e bandiere, deve rappresentare il momento di sintesi per tutti noi con l’obiettivo di favorire il bene comune”.

Trasporti significa economia e benessere. È d’uopo sollecitare interventi di maggiore prospettiva che non si limitino soltanto ad azioni tampone. “Noi stiamo interagendo con il Comune di Enna – commenta Gambino, sindaco di Caltanissetta – con l’intento di favorire sane azioni di sinergia. Va creato un nuovo modello collaborativo, perchè in passato si è andati in ordine sparso. I singoli finanziamenti sono arrivati ma hanno permesso la realizzazione di opere a volte inutili. è giunto il momento di ragionare sulle cose che servono”.

Spesso il dibattito nazionale sulle infrastrutture è incentrato su cosa manca al Nord e su cosa fare per potenziare quelle aree già ampiamente sviluppate.

“Il problema infrastrutturale in Sicilia – ha affermato Firetto, sindaco di Agrigento – è uscito dal radar del pubblico confronto. Anche Agrigento sconta problemi non indifferenti. Il problema del viadotto Akragas è in risoluzione ma serve molto altro. Appoggio l’iniziativa di un sindacato illuminato come la Cisl che ci consente di varare e irrobustire forme di collaborazione con vari soggetti per dar maggior forza alle nostre richieste”.

Il sindaco di Enna, Maurizio Di Pietro, non è per lo spreco di tempo: “Le opere finanziate scontano ritardi che, ovviamente, non dipendono dalle amministrazioni comunali. Raccolgo la proposta della Cisl e aggiungo che l’agenda urbana è un modello di sviluppo efficace al quale ci si può rifare”.

Il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio, durante il convegno “Infrastrutture e mobilità nelle aree interne del Centro Sicilia: sbloccare le opere per creare lavoro”, svoltosi ad Agrigento, ha evidenziato la carenza del nostro sistema infrastrutturale. “Il problema della mobilità – commenta – non è solo un fatto interno della nostra regione che ha 14.164 chilometri di strade secondarie e 1.389 chilometri di linea ferroviaria. Avvertiamo netta la necessità di interconnettere la Sicilia con tutto il territorio nazionale.

Come Cisl ribadiamo al nuovo governo l’importanza di varare un piano strategico che favorisca lo sviluppo dell’economia. A livello regionale abbiamo già varato uno strumento che consentirà di indicare progetti, individuare forme di finanziamento, fornire tempi certi di risposta e attribuire le dovute responsabilità. Il dispositivo ha il compito di monitoraggio, pronto a intervenire se il processo si ferma per analizzarne i motivi. Senza risultati riprenderanno le mobilitazioni”.

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