Ambiente, bollino “rosso” ai Comuni siciliani, neanche uno ha il marchio europeo di qualità - QdS

Ambiente, bollino “rosso” ai Comuni siciliani, neanche uno ha il marchio europeo di qualità

Rosario Battiato

Ambiente, bollino “rosso” ai Comuni siciliani, neanche uno ha il marchio europeo di qualità

venerdì 05 Luglio 2019 - 01:54
Ambiente, bollino “rosso” ai Comuni siciliani, neanche uno ha il marchio europeo di qualità

L’Emas è una certificazione Ue per aziende ed enti pubblici che valuta le prestazioni ecologiche. Tra 2014 e 2017 il numero di registrazioni è comunque calato in tutta Italia: da 1.059 a 985

PALERMO – C’è una Sicilia in coda all’Italia anche nel numero di organizzazioni (pubbliche o private) che hanno ottenuto la registrazione Emas, un importante riconoscimento comunitario sulla qualità ambientale delle prestazioni. Nessuna amministrazione comunale siciliana è risultata inserita nell’elenco.

EMAS: DI COSA SI TRATTA
L’Emas è l’eco-management and audit scheme. Pur non essendo obbligatorio, è una certificazione comunitaria per aziende ed enti pubblici che serve per valutare e migliorare le prestazioni ambientali e fornire “alle organizzazioni – si legge sul sito dell’Ispra –, alle autorità di controllo ed ai cittadini (al pubblico in senso lato) uno strumento attraverso il quale è possibile avere informazioni sulle prestazioni ambientali delle organizzazioni”.

IN ITALIA SI CONTRAE LA CRESCITA
Tra il 2014 e il 2017, le certificazioni registrate in Italia sono passate da circa un migliaio (1.059) a 985. Anche le amministrazioni comunali, che fanno parte del conteggio generale, hanno fatto registrare una costante contrazione: dalle 218 del 2014 alle 170 del 2015 e del 2016 fino alle 150 dell’ultimo anno disponibile (2017).

DOMINA IL CENTRO-NORD
La quota di imprese e comuni che hanno effettuato la registrazione Emas segue in qualche misura la mappa del dinamismo produttivo aziendale presente in Italia. Nel meridione la media è molto bassa – solo Puglia e Campania superano quota 30 attestandosi rispettivamente a 38 (2 amministrazioni comunali) e 45 (0 amministrazioni comunali) – mentre risalendo la penisola ci sono risultati interessanti nel Lazio (61 totali, 1 amministrazione comunale), in Toscana (123, 13 amministrazioni comunali), in Emilia-Romagna (155, 15 amministrazioni comunali), col record nazionale della Lombardia (215, 13 amministrazioni comunali). Quest’ultima, tra le altre cose, risulta essere una delle poche regioni che è riuscita a mantenere un saldo positivo generale nel corso degli anni: il totale delle imprese/enti registrati è passato da 185 (2014) a 215 (2017). Lievemente in calo, nell’ambito di questa cifra in crescita, soltanto il numero delle amministrazioni comunali che sono passate da 17 a 13.

DISTRIBUZIONE PER MACROAREA
La testa della classifica è tutta settentrionale: Nord-ovest e Nord-est si prendono 300 certificazioni a testa, considerando anche la presenza rispettivamente di 44 e 79 amministrazioni comunali. Segue il centro con 223 (19 amministrazioni comunali) che distanzia il Sud (129, 7 amministrazioni comunali), e quindi chiudono le Isole con appena 33 (6 amministrazioni comunali, tutte in Sardegna).

CASO SICILIA: INDIETRO TUTTA
La Sicilia non ha mai raggiunto vette elevatissime – miglior risultato nel 2015 con 16 realtà registrate, cioè meno di Bari e quanto Teramo, un terzo in meno di Parma e circa cinque volte in meno di Milano – ma negli ultimi anni è addirittura crollata a 12 (2017), peggior risultato di sempre. Nessuna amministrazione locale risulta registrata.

IL QUADRO PROVINCIALE
Ad eccezione di Agrigento ed Enna, tutte le province siciliane registrano almeno una certificazione sul proprio territorio. La migliore è certamente Messina, con 4, seguita da Palermo e Trapani con 2 a testa. Seguono, a 1, tutte le altre.

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