Ars impantanata, la riforma dei rifiuti del governo non decolla - QdS

Ars impantanata, la riforma dei rifiuti del governo non decolla

Raffaella Pessina

Ars impantanata, la riforma dei rifiuti del governo non decolla

giovedì 31 Ottobre 2019 - 00:00
Ars impantanata, la riforma dei rifiuti del governo non decolla

La Commissione Ambiente e Territorio ha chiesto approfondimento. Pioggia di emendamenti (ben settecento): seduta d’Aula rinviata. Pd e M5s molto critici sulle proposte di Musumeci, "La riforma non risolve i problemi"

PALERMO – Doveva essere il giorno della riforma dei rifiuti e invece i lavori dell’Ars sono durati un minuto e 49 secondi. Il tempo di aprire la seduta e dare la parola al presidente della commissione Ambiente e Territorio: Giusy Savarino, alla luce dei circa 700 emendamenti al testo, ha chiesto un approfondimento in commissione. “Li esamineremo lunedì – ha detto Savarino intervenendo in aula – chiediamo dunque un rinvio dei lavori alla prossima settimana”. Il presidente Gianfranco Miccichè subito dopo ha chiuso la seduta aggiornando i lavori a martedì alle 16.

Il disegno di legge di iniziativa governativa mira a ridurre la frammentazione (18 Srr, Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti, e più di 200 Aro, Ambiti di raccolta ottimale, formate anche da un solo Comune) ma al contempo a garantire autonomia e indipendenza ai territori. Le polemiche da parte dell’opposizione su questo disegno di legge si sono scatenate già prima che il documento giungesse in Aula.

Ecco i punti cardine della riforma: il ciclo dei rifiuti dovrà chiudersi all’interno della provincia per evitare lunghi e costosi trasferimenti e la gestione dovrà rispettare l’ambiente. Le Autorità di ambito territoriale (Ada) saranno 9 come le province e saranno enti pubblici al contrario delle Srr che erano delle Spa a carattere privatistico, sottraendosi al controllo e alla vigilanza della Regione siciliana.

Con la riforma, la Regione siciliana andrebbe ad adottare gli atti di pianificazione generale, la gestione sarà affidata a soggetti pubblici, privati o misti e il controllo verrà affidato alle Ada. Il tutto nel rispetto del quadro normativo statale.

Per il personale è previsto un percorso differenziato a seconda di come è avvenuta la loro assunzione, se attraverso concorso o per chiamata diretta: gli operativi transiteranno nei soggetti gestori. Gli amministrativi assunti con concorso transiteranno direttamente, mentre tutti gli altri dovranno superare una selezione pubblica. Il concorso sarà per titoli ed esami: il bando dovrà valorizzare l’esperienza lavorativa acquisita nel settore dei rifiuti. Coloro che non supereranno il concorso non lavoreranno negli Ada, ma nei soggetti gestori. Il disegno di legge non prevede articoli in merito ai debiti pregressi, ma è stata inserita una norma che nomina la Regione siciliana coordinatore delle liquidazioni attraverso un ufficio speciale.

Critico il Movimento Cinquestelle che in una nota stigmatizza il mancato incontro tra il Presidente della Regione, Nello Musumeci, e i gruppi parlamentari per discutere della riforma dei rifiuti. “Sul fronte rifiuti in Sicilia assistiamo all’ennesima presa in giro del governo regionale nei confronti dei cittadini – hanno scritto in una nota i parlamentari Cinquestelle – Il presidente Musumeci nell’ultima seduta d’Aula, chiedeva ai gruppi parlamentari un confronto sulla riforma dei rifiuti. è trascorsa una settimana e nessuna comunicazione è arrivata da Palazzo D’Orleans”.
Un incontro invece si è tenuto a Palazzo dei Normanni fra i deputati del Pd e sindaci, amministratori e sindacati di settore, da cui è emersa la posizione del gruppo Pd. “È stato un confronto utile e costruttivo con chi ha davvero il polso della situazione sul territorio – ha detto il capogruppo Pd all’Ars, Giuseppe Lupo – siamo d’accordo con i sindaci, questa riforma non risolve uno solo dei problemi che abbiamo di fronte. La riforma dei rifiuti proposta dal governo regionale è gattopardesca, finge di cambiare tutto per non cambiare nulla”.

Tra le proposte di modifica avanzate dal Pd al piano presentato dal governo vi è la riduzione del numero degli Ato a cinque, rispetto ai nove previsti.

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Un commento

  1. Valenziano ha detto:

    Non è che non lo risolve, manco l’affronta. Si pensa solo a spianare la strada alle province, chiodo fisso di Musumeci, istituendo 9 ATO che non hanno senso, ed a risolvere il problema occupazionale. Di termovalorizzatori, invee, manco si parla

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