AstraZeneca, anche l'Italia pensa ad altro vaccino per richiamo - QdS

AstraZeneca, anche l’Italia pensa ad altro vaccino per richiamo

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AstraZeneca, anche l’Italia pensa ad altro vaccino per richiamo

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venerdì 02 Aprile 2021 - 19:19

Dopo le morti sospette e gli effetti collaterali anche gravi coincidenti con il vaccino di AstraZeneca, l'Italia pensa di effettuare il secondo richiamo con Pfizer e Moderna

Dopo la raccomandazione di somministrare il vaccino antiCovid di AstraZeneca solo alle persone con più di 60 anni, ora la Commissione vaccinale permanente tedesca (Stiko) starebbe valutando di consigliare agli under60, che abbiano già ricevuto la prima dose di AstraZeneca, di farsi inoculare per la seconda dose un vaccino diverso a mRna (cioè quelli di Pfizer e Moderna).

Gli effetti collaterali di AstraZeneca

E’ quanto si legge in una “bozza di decisione” presentata ieri sera dall’autorità vaccinale tedesca. Intanto, oggi anche l’Olanda ha deciso di sospendere temporaneamente la vaccinazione delle persone di età inferiore ai 60 anni con il vaccino AstraZeneca. La misura è stata adottata per precauzione, dopo che sono stati registrati alcuni casi di effetti collaterali, con trombosi estesa in combinazione con un basso numero di piastrine dopo la vaccinazione.

L’effetto indesiderato si è verificato da 7 a 10 giorni dopo l’immunizzazione in donne di età compresa tra 25 e 65 anni. Ciò ha spinto il ministero della Salute a decidere per la sospensione. Quanto alla nuova raccomandazione della Germania di dare il farmaco di AstraZeneca solo agli over60 (accompagnata da quella di poterlo somministrare a pazienti piu’ giovani ma a discrezione del loro medico), questa era stata data il 30 marzo sulla base dei dati attualmente disponibili sul verificarsi di effetti collaterali tromboembolici rari ma molto gravi.

Ieri è emersa questa nuova bozza che verrà valutata nei prossimi giorni. “Discuterò della procedura esatta mercoledì con i ministri della Salute dei Laender”, ha scritto su Twitter il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, dopo il parere della Stiko. “La raccomandazione complementare della Stiko sulla seconda inoculazione del vaccino fa chiarezza per i 2,2 milioni di cittadini sotto i 60 anni che hanno ricevuto una prima dose di AstraZeneca”, ha aggiunto. Un’ipotesi, quella del mix di vaccini, che non viene bocciata dagli esperti, ma che anzi, trova possibilisti anche gli immunologi italiani.

Gli esperti su richiamo con altro vaccino: “Immunologicamente può funzionare”

Secondo Sergio Abrignani, immunologo e membro del Cts (Comitato tecnico scientifico), “è una cosa che ha senso, perchè immunologicamente può funzionare. Da immunologo – continua – sono certo che usare dopo la prima dose con AstraZeneca uno degli altri due vaccini a Rna approvati in Europa per la seconda dose funzionerà, perchè immunizzano tutti, inducendo una forte risposte immunitaria contro la proteina Spike”.

Tuttavia, “le regole europee impongono che prima di iniettare qualsiasi cosa nell’uomo si debba fare uno studio clinico controllato – prosegue Abrignani – e io non so se se i tedeschi ne abbiano fatto uno, perchè al momento non ci sono dati pubblicati in tal senso”. Possibilista anche l’immunologo Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, secondo cui l’idea tedesca “non è irragionevole” e lo dimostrerebbe il fatto “che nel Regno Unito, già da qualche mese è stato avviato uno studio su 800 volontari approvato dal comitato etico e dalle autorità sanitarie britanniche, che sta studiando proprio questo”, continua.

“Stanno cioè confrontando gruppi – prosegue Remuzzi – dove ad alcuni viene data la prima dose di vaccino AstraZeneca e la seconda di Pfizer, un altro a cui danno la prima con mezza dose di AstraZeneca e la seconda intera e un altro ancora in cui si danno due mezze dosi”. Essendo iniziato da qualche mese, secondo Remuzzi “i risultati dovrebbero arrivare nel giro di pochi mesi. Si tratta di una questione di un certo interesse, perchè i vaccini ad Rna inducono una risposta anticorpale diversa da quella dei vaccini a vettore virale, e potrebbe quindi anche emergere che i due tipi di vaccino hanno un’azione complementare. Può darsi che magari anche in Germania decidano di procedere in tal senso all’interno di una sperimentazione”.

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