Autostrade, in Sicilia un’altra estate in coda tra i cantieri - QdS

Autostrade, in Sicilia un’altra estate in coda tra i cantieri

redazione

Autostrade, in Sicilia un’altra estate in coda tra i cantieri

Gabriele D'Amico  |
venerdì 01 Luglio 2022 - 06:30

Soliti disagi per gli automobilisti costretti a fare i conti con i lavori “infiniti”. Il direttore del Cas, Minaldi: "Stiamo gestendo interventi per 650 milioni di euro". Ecco tutte le interruzioni

Un siparietto (censurato) di due comici siciliani che mette visibilmente in difficoltà il presidente Musumeci è bastato per far scagliare la Regione contro la gestione di Anas dell’autostrada Catania-Palermo. Nei giorni scorsi l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha infatti annunciato la volontà di far rimuovere i vertici Anas non siciliani. “L’assessore Falcone – chiosa Domenico Interdonato, coordinatore nazionale del comitato Autostrade sicure – avrà i suoi validi motivi per lamentarsi delle inefficienze sulla A19. È chiaro però che l’assessore deve aprire un tavolo con il ministro. Limitarsi a parlare con i vertici locali non so che risultati possa portare. In Sicilia deve scendere il ministro, che dovrà guardare tutto, anche la A18 e la A20. E poi, chi non ha peccato scagli la prima pietra”.

Lavori sulla Catania-Messina e restringimento di carreggiata, foto scattata il 23 giugno
Coda a seguito di incidente in un’area dell’A18 con restringimento di carreggiata
Lavori e restringimenti all’ingresso della Palermo-Messina, foto scattata il 23 giugno

Cantieri chiusi dall’1 luglio fino al 15 settembre

Ad infuocare ancora di più questa situazione è l’arrivo dell’estate e la diramazione della consueta nota del ministero delle Mobilità sostenibili che decide la chiusura dei cantieri mobili per il periodo che va dall’1 luglio al 15 settembre. In Sicilia, tuttavia, i cantieri rimarranno. “Alcuni cantieri itineranti – fa sapere al QdS il direttore generale del Cas, Salvatore Minaldi – possono essere fermati per il periodo di agosto, come quelli relativi alla pavimentazione stradale. Ma di certo a luglio si lavorerà tranquillamente. Per quanto riguarda invece i cantieri che riguardano la sicurezza delle strutture, li sospenderemo solo per lo stretto periodo necessario: quando sapremo che l’incolumità pubblica e privata è assicurata”.

Le autostrade del Cas

Le tratte gestite dal Cas più che essere autostrade sono dei veri e propri cantieri a cielo aperto: per andare da Catania a Messina, per esempio, si è obbligati a percorrere uno slalom tra i punti interessati ai lavori che spesso diventano a doppio senso di marcia. “In Sicilia – spiega Interdonato – in estate i cantieri non si interrompono perché di fatto noi non abbiamo autostrade ma delle strade a due corsie. In questi giorni ci sono stati diversi incidenti che, anche se banali, hanno comportato ritardi enormi a causa della doppia corsia. Con l’arrivo dell’estate e del turismo c’è un gran movimento di persone che partono e arrivano e vedere la A18 ancora a corsia unica dopo tanti anni a spendere 20 milioni di euro per la ripavimentazione è angosciante”.

Paradosso nel paradosso, l’asfalto posato dalla Tosa appalti Srl, azienda di Acireale che ha vinto l’appalto pubblico, è già pieno di crepe e vere e proprie buche. “È stato messo un plasticone che presenta anomalie al posto dell’asfalto – continua il coordinatore del Comitato -. L’assessore Falcone dovrebbe chiedersi perché dopo alcuni mesi dalla ripavimentazione l’asfalto è già in queste condizioni”.

Una situazione che cozza con le dichiarazioni fornite di recente alla stampa dall’assessore Falcone. “A me non tornano le dichiarazioni sui cantieri vitali e operativi del Cas. L’installazione della segnaletica luminosa, per esempio, è ferma e non si sa perché. L’assessore farebbe prima a dire, piuttosto che fare dichiarazioni, tutti i lavori ultimati da quando si è insediato. Sono bravi ad annunciare tanti lavori e tanti milioni investiti, ma di tutti questi cantieri, quanti sono stati ultimati nel migliore dei modi? Quanti hanno un contenzioso in itinere? Noi utenti non vediamo mai la fine”.

Lo abbiamo chiesto noi al direttore generale del Cas. “I ritardi dei lavori sulla A18 e sulla A20 – spiega Minaldi – sono dovuti soprattutto alla sovrapposizione di più cantieri. Perché sono tanti gli interventi che stiamo facendo. In questo momento stiamo gestendo 650 milioni di euro di lavori, di cui una parte consistente sono impegnati in interventi di manutenzione straordinaria sulla A18 e la A20. Interventi che riguardano impiantistica, viadotti, illuminazione. Stiamo lavorando per cercare di allinearci agli standard di sicurezza autostradale”. E si sta lavorando da tanto per allinearsi agli standard. Alcuni cantieri infatti, sono gli stessi rispetto all’estate scorsa.

“Ci sono cantieri – spiega il dirigente – che sono in continuazione alla stagione autunnale e anche rispetto a quello che si faceva l’anno scorso. Ci sono cantieri che sono stati conclusi e altri che si sono aperti. Se lei vuole fare intendere che ci sia ritardo o menefreghismo nei cantieri non è così”.

Il continuo inseguire gli standard di sicurezza, tuttavia, dovrebbe far capire le reali condizioni delle tratte. Condizioni che creano non pochi disagi a cittadini e turisti. E ad ammetterlo è lo stesso Minaldi: “Non possiamo chiudere e riaprire a settembre: il pericolo che c’è in autostrada è costante e lo dobbiamo tenere sotto controllo ogni momento. Abbiamo la vita delle persone nelle mani e abbiamo il dovere di vigilare il 15 agosto come il 15 settembre. Si fermano i cantieri che possono essere fermati. Quelli che riguardano la pubblica incolumità continuano”.

Pedaggi e cantieri

Ad infiammare gli animi degli utenti delle tratte autostradali gestite dal Cas sono proprio i pedaggi. “Noi, con cittadinanzattiva, – spiega ancora Interdonato – abbiamo chiesto alla Regione di togliere il pedaggio, farle transitare ad Anas e farle mettere a nuovo (in quanto hanno delle carenze enormi aggravate da vent’anni di incuria). Due anni fa abbiamo fatto una denuncia all’autorità giudiziaria per attentato alla sicurezza dei trasporti per la mancanza di manutenzione: tutte le gallerie hanno i canali di scolo delle acque bianche ostruiti, la rete di recinzione dell’autostrada è tutta bucata. Abbiamo chiesto lumi, ma la richiesta è ferma. Io spero che soprattutto per quanto riguarda l’asfalto della A18 la magistratura intervenga”.

In effetti, la maggior parte dei cantieri perenni che si trovano sulla Catania-Messina e sulla Messina-Palermo, sono proprio stati avviati in seguito all’azione delle procure siciliane. Tra viadotti e gallerie sequestrate indagano infatti ben quattro procure: Siracusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti e Messina. Inchieste che, in alcuni casi, partono dalle relazioni redatte dall’ex ispettore ministeriale responsabile per il Cas Placido Migliorino che hanno evidenziato mancanza di verifiche di sicurezza, di ispezioni trimestrali e annuali sulle strutture e degrado dell’asfalto, di viadotti e di gallerie.

La Siracusa-Gela

Altra tratta gestita dal Cas è la Siracusa-Gela, da anni incompleta a causa di innumerevoli ritardi che, secondo Minaldi attualmente sono stati superati. “Il tratto della Siracusa-Gela non ancora aperto – spiega il direttore del Cas – è in avanzata fase di lavorazione. La parte che è ancora in fase di lavorazione è solo quella relativa all’ultimo tratto, a ridosso della barriera di Modica, che è anche il punto finale dell’autostrada. A fine ottobre è probabile che venga aperta l’autostrada. Anche perché ormai tutte le interferenze che ci potevano essere sono state superate”. Per l’ulteriore tratto tra Modica e Scicli, recentemente, il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha deliberato 350 milioni di euro.

La A19

La Catania-Palermo, pomo della discordia tra Regione e Anas, vedrà la chiusura dei cantieri mobili entro la data indicata dal ministero, al contrario del Cas. Attualmente sulla tratta sono presenti 37 cantieri, per un totale di 140,3 milioni di euro. Un intervento poderoso di messa a nuovo e di innovazione che prevede anche l’installazione per i sistemi di smart road. Gli interventi più grossi che necessitano di cantieri inamovibili (e che quindi rimarranno per tutta l’estate in funzione) sono collocati, secondo quando si apprende Anas, nei tratti centrali dell’autostrada. Nei pressi di Catania e Palermo, invece, non ci sono cantieri e comunque gli interventi necessari verranno esclusivamente effettuati di sera. Anche in questo caso ci sono, dati alla mano, dei ritardi nei lavori da segnalare. Secondo quanto riportato sull’apposita sezione del sito Anas, infatti, la maggior parte dei lavori in corso sulla A19 non hanno una data di fine che è attualmente in corso di ridefinizione. Altri cantieri ancora sono stati chiusi prima della conclusione degli interventi e mai più riaperti. Ciò nonostante a breve ci saranno alcune importati aperture sulla tangenziale di Catania: mancano solo 15 giorni per ultimare l’installazione dello spartitraffico innovativo brevettato dagli ingegneri di Anas. Lavori che tengono da tempo chiuso l’ingresso nella Siracusa-Catania, costringendo gli automobilisti provenienti dall’area portuale della Città etnea a un poco agevole allungamento del percorso. La fine di questi lavori, tuttavia, sarà l’inizio di altri: inizierà il cantiere per la sostituzione delle barriere laterali dei viadotti, che comporterà la chiusura della sola corsia di emergenza.

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