Autotrasportatori, allarme Assotir: "I distributori rischiano di restare a secco"

Autotrasportatori, allarme Assotir: “I distributori rischiano di restare a secco”

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Autotrasportatori, allarme Assotir: “I distributori rischiano di restare a secco”

Melania Tanteri  |
martedì 22 Febbraio 2022 - 17:05

Il carburante potrebbe non arrivare nelle pompe di benzina della Sicilia orientale, secondo il vicepresidente nazionale Bulla. Che si dissocia dalla protesta.

La Sicilia orientale potrebbe rimanere a secco a causa di una protesta non condivisa dalla categoria e “illegittima”. Non usa mezze parole Pino Bulla, vice presidente nazionale di Assotir in relazione alla manifestazione degli autotrasportatori riuniti sotto la sigla dell’Aias che, da un paio di giorni, stanno creando disagi a Catania, al casello di San Gregorio.

“Protesta inaccettabile”

La protesta, infatti, “inaspettata, illegale e illegittima” secondo Bulla, starebbe coinvolgendo, loro malgrado, anche le aziende che trasportano il carburante. Alcune, oggi, avrebbero preferito non fare uscire i mezzi. “Non è accettabile che da un giorno all’altro si scenda in piazza, si blocchi tutto, limitando la libertà non solo personale ma anche imprenditoriale – continua il numero 2 di Assotir”. Che riferisce di alcune aziende che sarebbero state minacciate. “In questo momento, ci sono mezzi che non sono usciti – conferma: se domani qualche rifornimento resta senza carburante si sa perché”.

Assotir prende le distanze

Insomma, prende ampiamente le distanze dalla forma di protesta organizzata dall’Aias e dalle opere di convincimento dei vari imprenditori, sostenendo il dialogo e il confronto come mezzo principale per portare avanti delle battaglie. “È una manifestazione limitata a livello territoriale e di rappresentanza – sottolinea Bulla. Al di là di questo, qualsiasi malessere va esternato coinvolgendo la Consulta regionale dei trasporti, di cui l’Aias fa parte, facendo modo che recepisca e dia il proprio contributo. Se si nicchia, allora si prende posizione. È un fatto che coinvolge tutti gli italiani, il caro energia, e quindi prima riflettiamo prima di fare qualcosa che, oltretutto non è legale”. Mentre ricorda come il dialogo avviato da Assotir con il governo stia procedendo, Bulla si sofferma sulla boccata di ossigeno data dai dieci milioni dell’insularità riconosciuti dal Governo dopo settant’anni.

Il comunicato ufficiale

Le modalità della protesta, che presentano aspetti di violazione del diritto di circolazione delle merci, facendo leva sul malessere del settore, provocato dagli ultimi aumenti insostenibili del costo del gasolio, di fatto danneggia le motivazioni della protesta stessa. Assotir, pur comprendendo le enormi difficoltà del momento, prende le distanze rispetto ad iniziative portate avanti autonomamente da soggetti che, non rispettando quanto previsto dal codice di autoregolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali, alimentano il malessere di una categoria già profondamente provata. Proprio per questo Assotir, in attesa che il Governo comunichi come intenda far fronte all’emergenza in atto, si riserva l’opportunità di ricorrere ad iniziative utili da attuare nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

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