Avviso 22, giovani tirocinanti siciliani mai pagati e ancora precari - QdS

Mai pagati, disoccupati e senza titolo: l’eterna querelle dei tirocinanti dell’Avviso 22

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Mai pagati, disoccupati e senza titolo: l’eterna querelle dei tirocinanti dell’Avviso 22

Michele Giuliano  |
martedì 04 Ottobre 2022 - 11:18

La Regione continua ad andare a rilento nelle liquidazioni. I tirocinanti “trattati come figli di nessuno”.

Continua ancora, dopo 3 anni, l’attesa dei giovani tirocinanti siciliani che si sono spesi con impegno e passione all’interno delle attività dell’avviso 22, e non hanno ricevuto quanto dovuto.

Ormai da tempo stanno facendo sentire con forza la propria voce, eppure in molti attendono risposte: “Molti tirocinanti – ha detto Oreste Lauria, portavoce dei giovani coinvolti nell’avviso 22 – ad oggi attendono di essere pagati dall’assessorato al Lavoro, oltre al fatto grave di risultare disoccupati della stessa Regione Siciliana. Questo si evince dallo status di quelli già pagati che hanno già ricevuto il CUD”.

Avviso 22, ancora tanti tirocinanti non pagati in Sicilia

Di 1.741 tirocinanti, solo 1.400 sono stati pagati dopo una lunga attesa; per quanto riguarda gli ultimi 300, alcuni sono stati pagati in parte con acconti bimestrali, altri invece non hanno ricevuto nessun pagamento.

“Alla fine del tirocinio – continua Lauria – siamo rimasti tirocinanti sfruttati dalle aziende, siamo rimasti in attesa di una occupazione, sempre più difficile da trovare. In diverse reti televisive italiane siamo spesso accusati di non avere voglia di lavorare e di voler vivere solo grazie al reddito di cittadinanza, subendo le polemiche irriguardose di alcuni partiti politici abituati a fare di tutta l’erba un fascio, ma senza nessun lavoro, siamo costretti a vivere di assistenzialismo”.

I problemi burocratici e i giovani lasciati in difficoltà

Secondo i tirocinanti, gli uffici regionali hanno riscontrato enormi problemi burocratici amministrativi.

“Problemi – attacca Lauria – che il governo Musumeci non ha voluto risolvere trovando una soluzione, lasciando la patata bollente al prossimo Governo”. Il risultato: secondo quanto affermano i tirocinanti, la maggior parte di loro si trova in situazioni di difficoltà economica, senza che nessuna delle istituzioni politiche della Regione Siciliana si sia occupata di definire una strategia occupazionale per un ingresso o reintegro nel mondo del lavoro dopo aver fatto un percorso formativo da aziende private ed enti pubblici.

Alla fine dei tirocini, i giovani si sono ritrovati disoccupati e senza un titolo di formazione. Il bando, finanziato dal fondo sociale europeo con 25 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 5 milioni di bonus occupazione, permetteva ad ogni azienda o ente pubblico e privato di beneficiare di un incentivo che andava dai 3 ai 14 mila euro; purtroppo, però, a conclusione delle attività le assunzioni non ci sono state, anche perché, sostiene Lauria “la Regione istituisce altri bandi regionali per tirocini formativi, come garanzia giovani 2, avviso 33 e altri avvisi, dando possibilità alle stesse aziende ed enti pubblici e privati di continuare ad usufruire di altra manovalanza a costo zero”.

Insomma, la solita solfa: da una parte si parla di lavoro e crescita, dall’altra si crea una nuova forma di precariato. “Chiediamo al nuovo Governo regionale e al neo presidente della regione siciliana – conclude Lauria – di occuparsi dei tirocinanti dell’avviso 22: vogliamo un futuro lavorativo che ci dovrà permette di vivere dignitosamente”.

Immagine di repertorio

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