Bambini in vacanza, 5 regole per una estate meno “multimediale” - QdS

Bambini in vacanza, 5 regole per una estate meno “multimediale”

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Bambini in vacanza, 5 regole per una estate meno “multimediale”

mercoledì 29 Maggio 2019 - 00:03
Bambini in vacanza, 5 regole per una estate meno “multimediale”

I suggerimenti della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). Uso della tecnologia non va ostacolato ma limitato e guidato verso uso consapevole

ROMA – Tablet, smartphone, videogiochi e televisioni sempre più interattive: la tecnologia è ormai diventata parte integrante della quotidianità delle nostre famiglie, bambini e bambine inclusi, tanto che da molti anni si parla ormai di ‘bambini digitali’.

La Società italiana di pediatria preventiva e sociale suggerisce cinque semplici ma efficaci regole per il periodo estivo, in modo che diventi meno multimediale. Eccole:
1) Sin dai primi anni d’età e ancor più negli adolescenti, favorire ilpiù possibile il movimento, la socializzazione e le attività di gioco che prevedono un’interazione diretta e non virtuale: utile, per esempio, l’iscrizione a un centro estivo o a un corso sportivo;
2) Incentivare la permanenza all’aria aperta, naturalmente con la necessaria protezione nei confronti dell’esposizione al sole e con gli opportuni accorgimenti di sicurezza in relazione al luogo e alle attività;
3) Impostare le giornate in maniera regolare: la mancanza di impegni consente certamente di alzarsi più tardi del solito, ma non giustifica un’anarchia dei ritmi, e la durata fisiologica del sonno va assolutamente rispettata;
4) Sorvegliare il regime alimentare, sia nella quantità che nella varietà, privilegiando cibi freschi come frutta di stagione e limitando quelli confezionati e a elevato apporto calorico.
5) Infine, regolamentare l’utilizzo di smartphone, tablet, computer, videogiochi e televisione: le vacanze dovrebbero servire ai bambini per riscoprire il piacere di stare insieme, di relazionarsi, confrontarsi, rispettare le esigenze altrui, scoprire la natura e, perché no, trascorrere del tempo anche con i coetanei meno fortunati oportatori di malattie o disagi.

“L’avvicinamento di bambini e ragazzi alle nuove tecnologie è inevitabile e non può e non deve essere ostacolato – spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – deve piuttosto essere limitato e guidato verso un uso consapevole e attraverso programmi di alta qualità, compito che spetta in primo luogo ai genitori e agli altri adulti di riferimento, come gli insegnanti”.

“I dispositivi multimediali – aggiunge Leo Venturelli, responsabile della Comunicazione e della Educazione alla salute della Sipps – non sono raccomandati nei bambini al di sotto dei due anni d’età, durante i pasti e almeno un’ora prima di andare a letto. Sono assolutamente daevitare programmi contenenti immagini veloci e app che mostrino contenuti violenti e per intrattenere un bimbo che piange o si trovi in luoghi pubblici. Possono invece avere effetti positivi nei bambini sui 3-4 anni di età: se visti insieme a un adulto/genitore possono essere utili per imparare parole attraverso l’utilizzo del video”.

Gli esperti della Sipps sottolineano infine come l’attenzione all’età prescolare sia richiamata anche da due studi recenti, che dimostrano una relazione proporzionale tra tempo trascorso davanti alla Tv e disturbi del comportamento e un miglioramento del rischio cardiovascolare con l’adozione sin dall’asilo di buone abitudini di vita.

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