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Beni culturali: economia del bello per i siti Unesco

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Beni culturali: economia del bello per i siti Unesco

sabato 04 Maggio 2019 - 17:16
Beni culturali: economia del bello per i siti Unesco

In Sicilia sono sette e sono oggetto di un convegno di due giorni che è svolto a Cefalù, nel Palermitano, con tecnici, studiosi e operatori. La necessità di "fare sistema"

Attorno ai sette siti Unesco siciliani può svilupparsi una “economia della bellezza”. Ma l’offerta non può limitarsi all’ingente patrimonio culturale di cui è ricca la Sicilia.

Occorre un’organizzazione strutturale, un vero “sistema” in grado di rispondere alle richieste di un turismo che cerca anche servizi, mobilità fruibile e qualità dell’accoglienza.

E’ l’avvertenza di tecnici, studiosi, operatori culturali che per due giorni si sono confrontati a Cefalù attorno all’idea di dare vita a una rete tra i siti siciliani. Il modello di governance preso come riferimento è quello dell’itinerario arabo-normanno che comprende le tre cattedrali di Palermo, Monreale e Cefalù. Dal convegno è venuta quindi l’indicazione di un coordinamento delle strategie e della “governance” dei siti in grado di favorire sinergie e innovazioni.

Questa strategia, ha detto Antonio Purpura dell’Università di Palermo ed ex assessore regionale ai Beni culturali, ancora non c’è. Oppure è insufficiente a mettere in atto azioni attrattive in grado di indurre i turisti a permanere in Sicilia più di 2,7 giorni, che è la media delle presenze individuali, e a convincerli a ritornare.

Il principio della uniformità di gestione è stato richiamato, nell’intervento conclusivo, da Leoluca Orlando, sindaco della città metropolitana di Palermo e presidente del comitato di pilotaggio del sito arabo-normanno. Orlando ha ribadito, in particolare, l’importanza di una “politica culturale propositiva perché inclusiva e in grado di coinvolgere talenti, idee e competenze”.

“Guardiamo ai contenuti e non ai contenitori”, ha concluso auspicando una legge regionale per disciplinare la governance del patrimonio Unesco nella regione più ricca del mondo per riconoscimenti della World Heritage List.

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