Biodiversità, l’Ue prepara il libro dei sogni, ma la Sicilia deve prima uscire dagli incubi - QdS

Biodiversità, l’Ue prepara il libro dei sogni, ma la Sicilia deve prima uscire dagli incubi

Rosario Battiato

Biodiversità, l’Ue prepara il libro dei sogni, ma la Sicilia deve prima uscire dagli incubi

mercoledì 13 Maggio 2020 - 00:00
Biodiversità, l’Ue prepara il libro dei sogni, ma la Sicilia deve prima uscire dagli incubi

Crescita sostenibile al centro di un documento che la Commissione presenterà il 20 maggio. La Sicilia è coinvolta in una procedura di infrazione per violazione della Direttiva Habitat

PALERMO – “Riportare la natura nelle nostre vite” non sarà più solo un modo di dire, ma il titolo della strategia sulla biodiversità contro le pandemie e a favore di una crescita verde e sostenibile. Lo ha rivelato l’Ansa, anticipando a grande linee quello che sarà il documento della Commissione europea del prossimo 20 maggio. Per la Sicilia non sarà, in ogni caso, una strada semplice, considerando i tanti obiettivi contenuti nella bozza e che la vedono ancora molto indietro rispetto a quelle che saranno le richieste comunitarie da ottenere entro la fine di questo decennio.

UN AFFARE VERDE
Circa la metà del Pil globale, pari a 40 mila miliardi, dipende dalla tenuta degli ecosistemi e quindi proteggere la natura è anche un affare. Anche per queste ragioni la Commissione Ue presenterà un elenco di impegni al 2030, in termini comunitari, in maniera tale da invertire il fenomeno della perdita della diversità biologica che al momento pare irreversibile.

LE MISURE
In campo ci sarebbero iniziative dal grande impatto materiale e simbolico, come la piantumazione di 3 miliardi di alberi e, allo stesso tempo, l’intensificazione della lotta al traffico di animali selvatici che è stato legato all’insorgenza del Covid-19 e altre malattie simili. Numeri importanti si rilevano anche sugli altri ambiti: destinare il 30% delle terre e il 30% dei mari ad aree protette, tagliare l’uso dei pesticidi del 50% e quello dei fertilizzanti del 20%, e aumentare le superfici agricole coltivate con metodo biologico dall’8% ad almeno il 25%.

INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI
In campo anche un’iniziativa per investire capitali pubblici e privati per circa 10 miliardi in 10 anni su natura ed economia circolare. Eppure ce ne vorrebbero 20 all’anno solo per le aree protette. Secondo la Commissione, una parte di questi fondi dovrebbero arrivare dalla quota del 25% del bilancio 2021-2027 che Bruxelles propone di destinare all’azione per il clima, anche se tutto dipenderà dall’approvazione dei leader dei 27 Paesi.

PRESSIONE PER ARGINARE IL COMMERCIO ILLEGALE DELLE SPECIE SELVATICHE
Rispetto degli animali e sicurezza per l’uomo. La recente pandemia, esattamente come altri morbi degli ultimi decenni, tra cui si possono citare Sars, Aviaria, Ebola, deriva dal tentativo di sopraffazione che l’uomo esercita nei confronti della natura, in particolare il commercio illegale di specie selvatiche. In questo senso, la Commissione ha pensato di appesantire le norme sul commercio di avorio nel 2020 e anche di mettere in piedi un nuovo piano d’azione sul commercio illegale di animali entro la fine del prossimo biennio.

BIODIVERSITÀ E RIPRESA
Secondo quanto riportato dall’Ansa, la biodiversità sarebbe anche al centro del piano per la ripresa contro la crisi economica causata dal Covid-19. In campo misure soprattutto a livello urbano, come il piano per il verde in tutte le città con più di 20mila abitanti entro il 2021 e l’uso del 10% della superficie agricola Ue per creare paesaggi ad alta diversità collegati tra loro, in modo da formare infrastrutture verdi. Si lavora anche sul fronte del dissesto e delle risorse idriche, il piano dell’Ue prevede la “liberazione” dalle barriere di 25 mila chilometri di fiumi a livello Ue e il raggiungimento dello standard “buono” di tutte le acque superficiali entro il 2027.

LA SITUAZIONE SICILIANA
Sul fronte della tutela della biodiversità, la Sicilia, stando all’ultimo aggiornamento relativo al 2018, rientra in una procedura d’infrazione per violazione della direttiva comunitaria Habitat: la 2015-2163 – Direttiva 92/43/CEE per la Mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e mancata adozione delle misure di conservazione – Violazione Direttiva Habitat.

Non si può dire che vada meglio sul fronte della qualità dei corpi idrici superficiali, considerando che l’Arpa, nel monitoraggio 2018 sullo stato ecologico e chimico dei fiumi, ha sottolineato come solo il 13% presenta uno stato ecologico buono e il 30% sufficiente, mentre il resto oscilla tra scarso (44%) e cattivo, mentre sul fronte dello stato chimico circa l’84% è in stato “buono”. I rischi sul fronte del dissesto restano ben noti: i “nodi”, che sono situazioni di potenziale rischio per interferenza tra acque superficiali ed elementi antropici, a rischio potenziale sono oltre 15 mila.

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