Blutec, la risolutiva svolta green dell’ex Fiat di Termini Imerese - QdS

Blutec, la risolutiva svolta green dell’ex Fiat di Termini Imerese

redazione

Blutec, la risolutiva svolta green dell’ex Fiat di Termini Imerese

giovedì 15 Ottobre 2020 - 00:10
Blutec, la risolutiva svolta green dell’ex Fiat di Termini Imerese

Mentre Lagarde (Bce) invoca maggiori investimenti europei, ok dei commissari dell'azienda del Palermitano alla proposta del consorzio Smart city group di creare un polo industriale verde con investimenti per duecento milioni e settecento posti di lavoro

PALERMO – “Non ci sono abbastanza finanziamenti che vanno nella direzione ‘verde’, ma l’Europa si sta comportando bene, giocando un ruolo chiave”. Lo ha sottolineato la presidente della Bce Christine Lagarde, in un intervento in videoconferenza alla 16^ tavola rotonda globale dell’Iniziativa per la finanza ambientale delle Nazioni unite, ammettendo tuttavia come “in Europa servirebbero 290 miliardi l’anno” per andare incontro agli impegni assunti con l’Accordo di Parigi, ma “nel 2019 ne sono stati impegnati solo 100, quindi mancano due terzi” degli investimenti necessari.

Lagarde ha ricordato come “una serie di paesi hanno emesso ‘Green bond’ e questo crescerà sicuramente”. Tuttavia, ha aggiunto, esiste un problema di verifica del rispetto degli impegni ambientali delle aziende: “In assenza di comunicazioni obbligatorie, ci mancano informazioni dettagliate per capire se quello che si proclama come ‘verde’ lo sia davvero”.

Intanto, proprio sul fronte della riconversione degli impianti in Sicilia, nella giornata di ieri sono giunta notizie molto importanti circa il futuro dello stabilimento Blutec (ex Fiat) di Termini Imerese.

I commissari straordinari dell’azienda, infatti, hanno giudicato valide le proposte presentate dal progetto Smart utilities district per la riqualificazione dell’area e hanno approvato la proposta del consorzio Smart city group per la creazione di un polo industriale green, che prevede investimenti per 200 milioni di euro e oltre 700 posti di lavoro diretti, oltre a quelli generati dall’indotto.

“La decisione dei commissari – ha commentato Giancarlo Longhi, presidente di Smart city group – è per noi al tempo stesso motivo di grande orgoglio e di rinnovato, forte impegno a dare concretezza ai progetti sin qui messi a punto sulla carta. Con il progetto Sud si apre per la Sicilia un periodo di rilancio della crescita economica e di sperimentazione tecnologica, che sarà anche un valido esempio per un Paese che deve ripartire dall’economia circolare”.

Stefano Rolando, vicepresidente del Consorzio, ha sottolineato l’ampia visione complessiva: “In aggiunta ai 18 progetti di impresa, sono allo studio anche iniziative consortili che riguardano la riqualificazione ambientale del sito e il rapporto con un’ampia rete universitaria per sviluppi culturali, scientifici e sociali a favore del territorio e del Paese”.

Adesso si attende il benestare del ministero per lo Sviluppo economico, mentre alcune aziende del Consorzio segnalano di essere già pronte ad avviare le pratiche di insediamento nell’area: si tratta, in particolare, di quelle che fanno capo alla tecnologia del grafene e all’area delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica.

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, si sono già svolti incontri con Invitalia e Banca Intesa; numerosi i fondi di investimento green che hanno manifestato interesse. Gli aspetti occupazionali, per i quali il consorzio è supportato da Synergie Italia, sono stati invece oggetto nei giorni scorsi di incontri con Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. Una bozza del Protocollo di legalità è stata inviata inoltre alla Prefettura di Palermo, in preparazione dell’incontro richiesto da Smart city group. Entro fine mese, i rappresentanti del consorzio e delle imprese associate hanno programmato una serie di tavoli con la Regione Siciliana e altri Enti locali, tra i quali si auspica un primo confronto con il neo sindaco di Termini Imerese Maria Terranova, la quale proprio della questione ambientale ha fatto uno dei punti qualificanti del suo programma.

I progetti che fanno capo a Smart utility district, polo dell’economia circolare e dell’innovazione tecnologica all’interno del progetto Sud sono principalmente ambientali e tecnologici. Al green fanno riferimento i cicli delle materie prime seconde, quello sul recupero energetico da gas tecnici, del trattamento e pulizia delle acque e il progetto per l’agricoltura sostenibile. All’innovazione guardano i progetti per la produzione di materiali hi-tech (grafene, batterie al litio), la mobilità elettrica, la produzione elettrica da fonti rinnovabili, l’intelligenza artificiale e la ricerca scientifica applicata.

Con progetto Malachite, da The Graphene Company, una start up innovativa a vocazione sociale viene proposta una piattaforma di ricerca, produzione e commercializzazione delle nano-piastrine ingegnerizzate di grafene. Progetto Rosso, di Danisi Engineering è pensato per la produzione di celle per la fabbricazione di batterie al litio, tecnologia diventata standard di mercato e ampiamente utilizzata in molti settori. Il progetto Ceruleo è dedicato a una stazione di rifornimento per autotrazione a BioGnl e a BioGnc che verrà realizzata da Sgr Biomethane per rifornire mezzi pesanti e leggeri, sia aziendali e legati al processo del comparto, che per utilizzo verso il pubblico esterno e per i trasporti pubblici comunali e regionali. Progetto Granata rappresenta invece la proposta di EcoEnergy e Sicilgrassi che punta a realizzare un impianto di trattamento di oli esausti alimentari. Il progetto Cremisi, di Elettra Investimenti, propone un nuovo e innovativo procedimento di accumulo e produzione di energia elettrica a servizio del sistema elettrico nazionale e regionale. Progetto Viola, Interactive virtual operator, è nato dall’analisi, effettuata da Sistem-Evo, delle criticità che presentavano i tool di customer engagement basati su intelligenza artificiale e dall’assenza di un’unica piattaforma di marketing conversazionale che consenta un vero approccio Crm (Customer relationship management). La tecnologia è adatta a semplificare la relazione fra cittadino e Pubblica amministrazione con l’applicativo Comune Amico. C’è poi il progetto Fucsia di Sis. Ter. Pomos, società con competenze su settori strategici dell’innovazione tecnologica, per tracciare e proporre la nascita di un Parco scientifico e tecnologico. E infine il progetto Grigio del Consorzio interuniversitario Nitel, composto da 18 Atenei, che contribuirà allo sviluppo di attività industriali nel distretto Sud fornendo supporto tecnico scientifico alla produzione industriale che verrà sviluppata e garantendo il massimo livello di innovazione dei processi produttivi.

Piani estremamente ambiziosi, dunque, con una visione del futuro sostenibile, improntata su tecnologie green ed estremamente innovative. Per la Sicilia, un’opportunità di crescita economica e occupazionale straordinaria.

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