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L’unione fa la forza

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L’unione fa la forza

Stefano Modena  |
venerdì 15 Aprile 2022 - 09:13

La Bussola strategica un grande passo verso un’Unione Europea in grado di svolgere un ruolo significativo a livello internazionale

L’approvazione della Bussola strategica lo scorso 21 marzo costituisce un grande passo verso un’Unione Europea (UE) in grado di svolgere un ruolo significativo a livello internazionale.

L’idea non è nuova, la Comunità europea di Difesa era già stata proposta negli anni ’50, ma non era riuscita a superare l’opposizione francese dell’Assemblea Nazionale che l’aveva bocciata. Per decenni l’Europa è stata considerata una gigante economico ma un nano politico, la mancanza di un interlocutore è stata riflessa nella frase attribuita a Henry Kissinger “chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?”.

Per capire fino in fondo l’importanza dell’impegno preso dall’Unione Europea bisogna considerare che l’ordine mondiale non è di natura democratica, come si intuisce facilmente dal fatto che all’ONU alcuni stati, quelli con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza, contano più degli altri. La gerarchia nei rapporti tra gli stati è stabilita, tra l’altro da alcuni fattori oggettivi: l’estensione, la popolazione, il PIL e le spesa militare. Tra le grandi potenze la UE è seconda per PIL e popolazione e quarta per estensione, e spende in difesa circa la metà degli USA, più del triplo della Cina e più di cinque volte della Russia. Con queste premesse la possibilità di essere un attore di rilievo a livello internazionale passa per una forza militare credibile e capace di intervenire in caso di necessità.

Per tutta la Guerra fredda i paesi europei hanno goduto della protezione americana, ma nell’ultimo ventennio gli USA hanno cominciato a disimpegnarsi e richiedere un maggior impegno all’Europa. Dal 2003 l’Unione ha svolto 34 missioni e operazioni, di cui 23 di natura civile, un impegno onorevole e in linea con la sua natura pacifica. La guerra in Ucraina, e il palesarsi di una vera minaccia militare ai propri confini, mettono ora la UE di fronte a una responsabilità storica: dotarsi degli strumenti politici e militari per fare affrontare un futuro molto più incerto e meno sicuro.

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