Calcio a Catania, la ricetta di Galigani: "Ecco cosa serve"

Calcio a Catania, la ricetta di Galigani: “Ecco quello che serve e cosa intimorisce gli interessati”

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Calcio a Catania, la ricetta di Galigani: “Ecco quello che serve e cosa intimorisce gli interessati”

Gianluca Virgillito  |
martedì 17 Maggio 2022 - 10:45

Sono giorni di forti polemiche nella città etnea per il pronunciamento sulla categoria di appartenenza di un ipotetico nuovo Catania da parte della Figc soltanto dopo la data del 30 giugno

In merito alle vicende che riguardano il calcio a Catania, questi sono i giorni delle polemiche – feroci – dopo quanto ha svelato La Gazzetta dello Sport relativamente ad un pronunciamento sulla categoria di appartenenza di un ipotetico nuovo Catania da parte della Figc soltanto dopo la data del 30 giugno, ovvero la chiusura definitiva della stagione sportiva 2021-2022. Non più il 18 maggio come data spartiacque, dunque. Questo quanto emerso a seguito di un dialogo tra il sindaco facente funzione della città etnea, Roberto Bonaccorsi, e il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Calcio a Catania, cosa sta facendo il Comune

In particolare il dibattito si è successivamente soffermato sulle azioni della politica catanese e sulla necessità di avere le idee chiare circa le tempistiche e le modalità dell’iter, senza rimpalli di responsabilità e senza rinvii imposti dal regolamento. La Figc aspetta che il Comune inoltri la documentazione che presenti un nuovo investitore all’altezza dell’impegno di rilancio della città di Catania in ambito calcistico, per poi decidere sul da farsi. Il Comune, dal canto suo, ha fatto sapere di poter pubblicare l’avviso relativo all’invio delle manifestazioni d’interesse entro la fine del mese di maggio.

Il parere del dirigente sportivo Vittorio Galigani

Vittorio Galigani

“Da sempre racconto di una terza serie in crisi di sostenibilità – ha detto Vittorio Galigani, dirigente sportivo e opinionista calcistico, intercettato dalla redazione di QdS.it -. Il costo del lavoro, i contratti di calciatori ed altri addetti, grava troppo sulle gestioni. Incide per oltre il 70% sui costi. La sostenibilità, questa bellissima parola, aleggia come una chimera sopra la Lega Pro. Una chimera appunto, mai raggiungibile. Occorrerebbe l’intervento del legislatore per l’abbattimento di quei costi”.

“Chi si avvicina al calcio catanese – spiega Galigani – deve aver sviluppato un piano industriale di almeno 5 anni ed essere cosciente di cosa si parla quando si tratta un affare del genere. Il “pallino” è nelle mani del sindaco, deve essere certo della sua scelta, la cosa migliore sarebbe quella di affidarsi a imprenditori importanti del territorio innamorati dei colori rossoazzurri. Il costo iniziale? Bazzecole. È quello che ne deriva successivamente che intimorisce gli ipotetici interessati”.

Gianluca Virgillito

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