Caltanissetta, Libero Consorzio tra criticità e speranze - QdS

Caltanissetta, Libero Consorzio tra criticità e speranze

redazione

Caltanissetta, Libero Consorzio tra criticità e speranze

mercoledì 15 Gennaio 2020 - 00:00
Caltanissetta, Libero Consorzio tra criticità e speranze

Ennesimo allarme dei sindacati: necessaria una svolta per chiarire il ruolo dell’ex Provincia regionale. Anche nel nisseno si paga lo scotto di una riforma che ha creato incertezze e confusione

CALTANISSETTA – Alta tensione all’interno degli uffici del Libero Consorzio comunale nisseno. L’ex Provincia regionale, esattamente come successo nelle altre parti dell’Isola, è rimasta invischiata in una riforma degli Enti intermedi monca e confusa, che ha avuto l’unico merito di creare incertezza nella gestione delle risorse e nell’attribuzione delle competenze.

Una situazione che, come accennato, ha colpito tutta la Sicilia e che con il passare delle settimane, dei mesi e degli anni, non sembra volgere verso un miglioramento ma, al contrario, sembra sempre più peggiorare. Di fronte all’incapacità della classe politica di dare risposte definitive sulla questione, continuano a levarsi alte le voci di chi vorrebbe veder messa in atto una rapida inversione di tendenza.

Ultimi in ordine di tempo i rappresentanti della Uil di Caltanissetta Lillo Romano e Maurizio Amico, che in una nota hanno rimarcato la criticità della situazione. “Nei giorni scorsi, per esempio – hanno spiegato – ci hanno comunicato che non potevamo accedere al parco macchine ubicato al PalaCarelli perché è scaduta l’assicurazione. Oppure, i termosifoni sono stati accesi soltanto venerdì scorso, perché un dirigente si era ‘dimenticato’ di fare la gara d’appalto”.

“Di queste situazioni – hanno aggiunto i sindacalisti – ne potremmo raccontare a bizzeffe. La nostra è una condizione davvero al limite. Senza dimenticare la situazione legata agli arretrati del 2017, 2018 e 2019. Dinanzi al prefetto ci era stata garantito, assicurato, promesso che a gennaio si sarebbe provveduto, ma ancora niente”.

“Non chiediamo nulla di particolare – hanno concluso i rappresentanti della Uil – soltanto che vengano riconosciuti i nostri diritti e che ci sia data la possibilità di svolgere proficuamente il nostro lavoro”.

Dipendenti, ma soprattutto cittadini, i fruitori finali dei servizi, attendono risposte. Tocca alla classe politico-istituzionale fornirle, nel più breve tempo possibile.

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