Carini, qualità e approvvigionamento doppia partita sul fronte idrico - QdS

Carini, qualità e approvvigionamento doppia partita sul fronte idrico

Vincenza Grimaudo

Carini, qualità e approvvigionamento doppia partita sul fronte idrico

mercoledì 14 Luglio 2021 - 00:03

Il Consiglio comunale di Carini ha chiesto analisi dettagliate dell’acqua che proviene dai pozzi Latragna, Sofia, Failla e Cardinale. Intanto, si lavora per aumentare le risorse disponibili

CARINI (PA) – Il Consiglio comunale ha chiesto al sindaco che vengano effettuate delle approfondite analisi chimico-fisiche e batteriologiche sui pozzi Latragna, Sofia, Failla e Cardinale che garantiscono l’approvvigionamento idrico in tutta la zona di Carini bassa. L’Aula ha approvato all’unanimità la richiesta avanzata dalla consigliera Serafina Lo Piccolo e dall’ex consigliere Costantino Musso, che impegna l’Amministrazione comunale a far effettuare delle verifiche sulla salubrità di queste risorse idriche.

Un allarme di non poco conto, che al momento però è un semplicissimo sospetto: l’eccessivo tasso di malattie oncologiche dei residenti di Carini bassa rispetto al resto del territorio. Il dito è stato puntato proprio sui pozzi che servono questa fascia di territorio e che sorgono sotto la vecchia discarica di “Sofia”, mai bonificata. I dubbi si sono fatti più pressanti in seguito alle risultanze di una Commissione d’inchiesta che fu appositamente istituita dal Consiglio comunale quando in audizione vennero ascoltati i vertici dell’Arpa, l’Agenzia regionale protezione ambiente, il quale dichiarò che nessuno lo aveva mai messo al corrente che questi pozzi sorgessero su un terreno dove insisteva una discarica che ha lavorato per più di quarant’anni. La paura è che i liquidi inquinanti di questi rifiuti possano in qualche modo aver raggiunto la falda acquifera.

Il Consiglio comunale ha condiviso i dubbi espressi e per questo ha approvato all’unanimità questa richiesta di far procedere al Comune affinché si effettuino dettagliate analisi su questi pozzi, in particolare per la ricerca di eventuali elementi inquinanti e dannosi per la salute dell’uomo come alluminio, arsenico, benzene, boro, bromato, cadmio, cromo, rame e tanti altri ancora.

In ogni caso è stato evidenziato dal consigliere e assessore Pietro Mannino che l’Amap, la società che a Carini ha in gestione il servizio idrico, effettua con regolarità le necessarie analisi e che finora non sono stati riscontrati dati allarmanti: “Ciò non toglie – ha comunque evidenziato – che a conferma si può chiedere l’intervento di un centro analisi privato”.

Allo stesso modo il sindaco Giovì Monteleone ha evidenziato che “l’Amap è molto scrupolosa ed effettua le analisi dell’acqua con regolarità, dando comunicazione dei dati all’Amministrazione che, in caso di necessità, provvede a emanare le ordinanze necessarie”.

Intanto, sempre sul fronte acqua, il Comune sta giocando un’altra partita, importante allo stesso modo: quella per garantire un approvvigionamento giornaliero sufficiente. L’Ato idrico in questi giorni ha autorizzato la fornitura di cinque litri di acqua al secondo in più per Carini. Arrivano dall’invaso Poma in seguito a una richiesta avanzata dal Comune per via dell’emergenza scoppiata in alcune zone della città. “Riceviamo lamentele – ha detto il primo cittadino Giovì Monteleone – relative all’approvvigionamento idrico dalle zone delle vie Don Sturzo, Berlinguer e zona Piraineto. La crisi idrica coinvolge Sori e Amap (le due società che hanno in gestione la rete idrica carinese, nda) praticamente in egual misura. Ci sono delle carenze di ordine infrastrutturale è vero, ma la preoccupazione riguarda la consistente diminuzione della portata degli acquedotti. In sostanza abbiamo molta meno acqua disponibile rispetto al passato”.

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