Caro discariche, Comuni ostaggio: Catania non può far fronte all’aumento

Caro-discariche, Comuni in ostaggio: Catania non può far fronte all’aumento

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Caro-discariche, Comuni in ostaggio: Catania non può far fronte all’aumento

Gabriele D'Amico  |
sabato 19 Marzo 2022 - 10:45

Mentre si discute di termovalorizzatori, la Sicilia e i siciliani continuano ad essere sotto scacco delle discariche private. L'intervista al presidente della Srr etnea, Francesco Laudani

Mentre si discute di termovalorizzatori a palazzo d’Orleans, la Sicilia e i siciliani continuano ad essere sotto scacco delle discariche private che attualmente decidono dove, come, quando e a quale prezzo smaltire l’indifferenziato dell’Isola. Paradosso nel paradosso, a prendere decisioni che incidono sulle tasche dei cittadini (attraverso il pagamento della Tari) e dei Comuni sono aziende al centro di indagini giudiziarie.

“La discarica di proprietà della Oikosdenuncia al QdS il presidente della Srr etnea Francesco Laudani – a seguito di un’analisi dei vagli e sottovagli della Sicula Trasporti, ha bloccato i conferimenti. Nello stesso tempo Sicula non ha interrotto il trattamento nel suo Tmb perché porta, come hanno detto gli amministratori giudiziari, una parte dei rifiuti fuori dalla regione (dalla Calabria fino a Bolzano)”.

Il risultato di questa operazione è l’invio, da parte dell’azienda dei fratelli Leonardi, di una nuova convenzione ai comuni della Sicilia orientale. “Il costo di conferimento – continua – con questa nuova convenzione passerebbe da 170 euro a tonnellata a 240. Solo per il Comune di Catania si registra un aumento di 30mila euro al giorno. Cosa che ha portato il Comune a non firmare la convenzione”. Questa situazione è determinata esclusivamente dal costo del trasporto dei rifiuti (che subisce gli aumenti della benzina), in quanto il conferimento nel Tmb della Sicula Trasporti “è stato autorizzato e decretato – spiega Laudani – con un costo di 40 euro a tonnellata e rimane tale perché non può cambiare”.

Nessuna proroga soluzione ponte

In questa situazione gravosa per le casse comunali e per le tasche dei cittadini, si innesta la fine del sistema che fino a pochi giorni fa ha permesso di conferire i rifiuti indifferenziati esclusivamente nelle discariche dell’Isola. “Mi risulta – dichiara Laudani – che non c’è la volontà di rinnovo oltre il 31 marzo. Nel frattempo, finalmente l’Urega ci ha dato conferma che la documentazione per la gara d’appalto per l’invio dei rifiuti della Srr etnea fuori regione è corretta. Il bando dovrebbe essere pubblicato a giorni e la data ultima di ricezione delle offerte è l’1 aprile mentre la prima seduta pubblica di gara sarà il 5 aprile. Noi inviteremo cinque ditte facendo riferimento sia al nostro avviso esplorativo che a quello della Regione. Inoltre, inviteremo anche le altre realtà siciliane: tutte le discariche. Con la speranza che qualcuno partecipi, questa gara dovrebbe coprire i rifiuti che non possono essere conferiti all’interno del territorio siciliano”.

In questo ragionamento, secondo la Regione, tutti i comuni tutti che hanno una differenziata superiore al 65% dovrebbero avere la possibilità di conferire all’interno delle discariche siciliane. Ma i dubbi non mancano. “Da un lato ci viene detto che questo 35% può essere conferito in Sicilia. Dall’altro Oikos ha sospeso i conferimenti, Gela lamenta la ricezione di troppi rifiuti. Inoltre, dal 31 marzo dovrà essere la Srr ad individuare le piattaforme all’interno del territorio regionale. Ma le piattaforme sono sempre le stesse”.

Invio dei rifiuti fuori regione, come spartirsi i soldi?

Di fronte all’invio dei rifiuti fuori dalla Regione, che sarebbe dovuto iniziare da aprile ma che è già in essere, le Srr si sono appellate al sostegno economico della Giunta Musumeci, che per tale situazione aveva riprogrammato un anno fa ben 45 milioni di euro di fondi europei. “Io ritengo – dice Laudani – che dobbiamo capire bene la disponibilità di questi soldi. Dobbiamo capire se fanno riferimento alla gara che pubblicheremo a breve o se già, all’interno delle convenzioni che stanno ricevendo i comuni, potranno coprire una parte degli aumenti”. Un sostegno necessario soprattutto per il Comune di Catania che ha ancora una bassa percentuale di differenziata a causa della mancanza del porta a porta in tutta la città. “Il Comune è preoccupato perché se da un lato c’è una premialità – spiega il presidente della Srr etnea – per i risultati dei due nuovi lotti che sono abbastanza positivi, dall’altro la differenziata è ancora inferiore al 20%. Ci sarebbe una percentuale di rifiuto da esportare superiore al 35%. Io non vorrei che questa situazione diventi una guerra tra i poveri. Perché il comune che arriva all’80% di differenziata paga a tonnellata lo stesso prezzo di un comune che non ha un tasso alto di differenziata. Cercherò di avere un confronto con i sindaci e poi con l’assessore e il dirigente per poter affrontare quest’aumento dei prezzi”.

Una strada per ridurre l’invio

Una soluzione per contenere agli aumenti del costo dello smaltimento è al vaglio della Srr etnea. “Ho iniziato – dichiara Laudani – una interlocuzione con la Srr di Enna dove c’è una discarica pubblica. Pare che ci sia una piccola disponibilità ma dobbiamo ancora verificare i quantitativi e fare un accordo di sovrambito tra le Srr. L’eventuale accordo potrebbe garantire il conferimento di 10 o 15 comuni. In ogni caso, da oggi al 5 aprile i comuni devono accettare questo prezzo più alto fatto da Sicula. Non ci sono altre alternative”.

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