Caporalato a Catania, arrestati due fratelli - QdS

Caporalato a Catania, arrestati due fratelli

redazione

Caporalato a Catania, arrestati due fratelli

giovedì 19 Dicembre 2019 - 00:02

Li costringevano a turni estenuanti, senza ferie e riposi settimanali. I sindacati: urge cabina di regia

CATANIA – Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Catania, coordinati dalla Procura distrettuale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari del Gip nei confronti di due fratelli catanesi, di 49 e 40 anni, rispettivamente titolare e socio di una società agricola, per sfruttamento del lavoro e violenza nei confronti dei propri 8 dipendenti.

Secondo l’accusa, dal 2015, li pagavano in maniera sproporzionata rispetto ai contratti di lavoro (25 euro al giorno per 10 ore lavorate, 2,5 euro l’ora, contro i previsti 64 euro) costringendoli a svolgere turni di lavoro estenuanti, senza fruire di ferie, riposi settimanali ed indennità accessorie. Il lavoro svolto dai dipendenti violava anche la normativa in materia di sicurezza e igiene. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di due operai romeni allontanati con minacce e violenze dall’azienda. Nei confronti dei due indagati è stata anche disposta la sospensione dall’esercizio dell’attività di impresa per un anno.

“L’arresto dei due fratelli che sfruttavano i lavoratori obbligandoli a condizioni di lavoro e di vita disumane – ha commentato il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo – è la drammatica conferma di un fenomeno che ancora persiste. Ai carabinieri va il merito dell’azione di repressione, ma sia chiaro che quello su cui bisogna insistere e accelerare sono le misure di prevenzione. I due punti chiave sono la costituzione in tutte le province delle reti del lavoro agricolo di qualità e, per giungere a questo, occorre andare alla firma di un protocollo di intesa sindacati-datori di lavoro Inps e istituire il collocamento pubblico quale luogo di incontro tra domanda e offerta di lavoro nella trasparenza e nella legalità. Solo così si possono mettere fuori gioco i caporali e gli sfruttatori”.

Russo ha ricordato che il processo è già stato avviato. “Il 4 novembre scorso – ha aggiunto – si è già svolto un primo incontro presso il dipartimento Lavoro tra tutti i soggetti che hanno competenza in materia. Chiediamo che il tavolo venga riconvocato al più presto per andare avanti sulle misure di prevenzione quanto più celermente”.

Il segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota e il segretario della Fillea Pino Mandrà hanno aggiunto la necessità di istituire anche nell’area etnea “la cabina di regia provinciale per dare completa applicazione alla legge 199/2016”.

Grande soddisfazione per l’operazione dei Carabinieri è stata espressa anche dal presidente di Confagricoltura Catania, Giovanni Selvaggi. “Quanto è emerso dalle indagini effettuate dai carabinieri – ha dichiarato Selvaggi – è un quadro sconcertante. Lavoratori costretti a turni estenuanti, senza ferie, riposi o indennità e per soli 25 euro al giorno. In più molti erano costretti a dormire in baracconi fatiscenti senza alcuna condizione minima di sicurezza e con condizioni igieniche al limite”.
“Bene hanno fatto alcuni lavoratori a denunciare tutto ciò – ha concluso – e ringraziamo le forze dell’ordine per il pronto intervento. Purtroppo queste pratiche malsane, messe in atto da pochi, danneggiano l’intero comparto agricolo e la sua immagine creando una competizione sleale con la stragrande maggioranza delle imprese che lavorano in maniera corretta”.

Enza Meli e Nino Marino, rispettivamente segretari di Uil Catania e Uila Sicilia, hanno sottolineato come queste operazioni “dimostrano che lo sfruttamento criminale del lavoro può essere combattuto, che ribellarsi ai negrieri del nuovo millennio si può e si deve”. “Uil e Uila – hanno concluso Meli e Marino – continuano a sollecitare la piena attuazione della normativa anticaporalato e ribadiscono altresì l’appello alla grande distribuzione perché rinunci alle gare al ribasso che finiscono per favorire le pseudo-aziende fondate sul massacro dei lavoratori e sul malaffare”.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001