Catania la città più insostenibile d’Italia “Basta cemento, ristrutturare l’esistente” - QdS

Catania la città più insostenibile d’Italia “Basta cemento, ristrutturare l’esistente”

Melania Tanteri

Catania la città più insostenibile d’Italia “Basta cemento, ristrutturare l’esistente”

venerdì 01 Novembre 2019 - 00:02
Catania la città più insostenibile d’Italia “Basta cemento, ristrutturare l’esistente”

Ultimi nel Rapporto Ecosistema urbano. Sorbello (Legambiente Ct): “Realizzare zone a verde ove possibile”

CATANIA – Un nuovo, triste primato, per la città di Catania. La città etnea si è infatti classificata terzultima nella classifica Ecosistema urbano sulla qualità delle città, redatta da Legambiente e pubblicata dal Sole 24 Ore. I rapporto annuale, che misura le prestazioni dei capoluoghi italiani in cinque categorie: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente. Un appuntamento che ormai da 26 anni consente di raccontare la qualità dell’ambiente nelle nostre città e, quindi, l’evoluzione della qualità della vita della popolazione.

La città del Liotro si attesta penultima, sebbene le ultime due posizioni, occupate rispettivamente da Siracusa e Benevento, non conterebbero dal momento che le due città non hanno inviato i dati. “In realtà siamo ultimi – commenta Viola Sorbello, presidente di Legambiente Catania – perché le ultime due città non hanno fornito tutti i dati. Sono certa che Siracusa sia migliore dal punto di vista delle performance ambientali mentre Catania, rispetto all’anno scorso, non ha registrato alcun miglioramento”.

Una bocciatura sonora, che non sorprende l’associazione ambientalista. “Sui rifiuti la strada è lunga – afferma ancora la Sorbello. L’alta produzione è la conseguenza diretta della poca differenziata; siamo circondati da Comuni che hanno eliminato i cassonetti, mentre Catania ancora non lo ha fatto. Per questo occorre procedere così anche a Catania. Speriamo che con il nuovo appalto le cose cambieranno e l’estensione del porta a porta ridurrà drasticamente produzione”.

Sorbello lamenta però che, sulla riduzione dei rifiuti, almeno quelli di plastica, l’amministrazione comunale non abbia proceduto con la firma dell’ordinanza per rendere “plastic free” anche Catania. “Avrebbe un alto valore simbolico – sottolinea la presidente – se è vero che è alla firma del sindaco, chiediamo di accelerare”.

Sulla quantità del verde pubblico, effettivamente ridotta in città, Sorbello evidenzia la necessità che nel futuro Prg vi sia scritto a chiare lettere la volontà di non consumare suolo. “Ci auguriamo che non ci sia più cementificazione, soprattutto a favore di centri commerciali – spiega. Siamo per la ristrutturazione dell’esistente, dove possibile, e per realizzare parchi e zone a verde ove sia possibile, anche se private”. Legambiente, sotto questo aspetto, si è portata avanti proponendo l’iniziativa “Cento alberi per Catania”, sposata dall’amministrazione e premiata come best practice nazionale.

Per quanto riguarda invece la mobilità sostenibile, altra categoria in cui Catania si attesta tra le ultime città, Viola Sorbello è più ottimista. “Siamo stati convocati dal Comune di Catania, e ci è stata mostrata una mappa con una serie di piste ciclabili da realizzare con fondi Pon metro e Agenda urbana (circa 9 milioni) destinati proprio a questo. Si parla di 30 chilometri di piste ciclabili, che potrebbero aumentare o diminuire, ma questo è già un buon segnale. Più la rete è completa – continua – più la speranza che si scelga la mobilità alternativa si concretizza”.

Sorbello riporta anche come, per la progettazione, sarà bandito un concorso. “Un coinvolgimento dei professionisti e quello della città, come chiesto da Legambiente – conclude – per sviluppare il senso di comunità”.

Intanto il Consiglio comunale, nei giorni scorsi, ha approvato le linee guida al Piano regolatore, e sembra intenzionato a dare alla città uno strumento che possa assicurarle uno sviluppo sostenibile. “Abbiamo ereditato una città – ha detto nell’occasione il presidente della Commissione urbanistica, Manfredi Zammataro – dove si è creata una vera e propria giungla a colpi di varianti, che ha determinato uno sviluppo selvaggio, la nascita di svariati centri commerciali, la mancata valorizzazione del verde. Le linee guida mirano a una Catania europea e sostenibile. Proprio per questa ragione esse sono un punto di partenza che ci porterà a discutere e approvare il nuovo schema di massima del Piano regolatore che manca dagli anni Sessanta. Uno schema di massima che dovrà puntare sul saldo zero del consumo di suolo, sulla rigenerazione urbana, sugli spazi per la socialità, sulla tutela e valorizzazione del verde, sulla sostenibilità e sulla mobilità intermodale”.

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