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Chi era Gino Strada, medico eroe e difensore dei diritti umani

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Chi era Gino Strada, medico eroe e difensore dei diritti umani

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venerdì 13 Agosto 2021 - 17:11

Gino Strada aveva 73 anni e soffriva di problemi di cuore. Con l'associazione umanitaria da lui fondata 25 anni fa, il medico lombardo ha fondato ospedali e punti di primo soccorso in 18 Paesi

Una vita spesa per gli altri. È morto, a 73 anni, Gino Strada. Si trovava in vacanza in Normandia. Il medico, fondatore di Emergency, era nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile del 1948.

Dopo essere stato chirurgo di guerra per il Comitato internazionale della Croce Rossa in Afghanistan e Somalia, il 15 maggio 1994 ha fondato a Milano con la moglie Teresa Sarti l’associazione umanitaria italiana Emergency.

Dal 1994 a oggi l’ong ha operato il 18 paesi del mondo assicurando cure mediche e chirurgiche gratuite a più di 11 milioni di vittime delle guerre e della povertà. Nei mesi scorsi Gino Srada era stato fatto il suo nome come commissario alla Sanità in Calabria.

Gino Strada, cittadino onorario di Palermo, il ricordo del sindaco Leoluca Orlano

“L’esperienza di Gino Strada è una lezione per tutti ed un monito agli Stati troppo spesso disattenti o anche ostili a fasce sociali e persone in precarie condizioni ed esposte a sofferenze e morte”. Lo ha dichiarato il sindaco, Leoluca Orlando, appresa la notizia della scomparsa del medico lombardo al quale – ricorda il primo cittadino – “nel 2014 abbiamo conferito la cittadinanza onoraria per il suo impegno e per l’impegno di Emergency nel mondo e con una presenza anche a Palermo per aver cura della vita e degli invisibili ai margini della società”.

Chi era Gino Strada, una vita spesa per aiutare gli altri

Dopo aver terminato gli studi superiori presso il Liceo classico Carducci, Strada ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1978, all’età di trent’anni, e si è poi specializzato in Chirurgia d’Urgenza. Durante gli anni della contestazione è uno degli attivisti del Movimento Studentesco.

Per completare la formazione da
medico-chirurgo, negli anni Ottanta vive per 4 anni negli Stati Uniti, dove si
occupa di chirurgia dei trapianti di cuore e cuore-polmone presso le Università
di Stanford e di Pittsburgh. Si sposta poi in Inghilterra e in Sud Africa, dove
svolge periodi di formazione presso l’ospedale di Harefield e presso il Groote
Schuur Hospital di Città del Capo.

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Nel 1988 decide di applicare la sua esperienza in chirurgia di urgenza all’assistenza dei feriti di guerra. Negli anni successivi, fino al 1994, lavora con la Croce Rossa Internazionale di Ginevra in Pakistan, Etiopia, Tailandia, Afghanistan, Perù, Gibuti, Somalia, Bosnia.

Nel 1994, l’esperienza accumulata negli anni con la Croce Rossa spinge Gino Strada, insieme alla moglie Teresa Sarti e alcuni colleghi e amici, a fondare Emergency, Associazione indipendente e neutrale nata per portare cure medico-chirurgiche di elevata qualità e gratuite alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Il primo progetto di Emergency che vede Gino Strada in prima linea, è in Ruanda durante il genocidio. Poi la Cambogia, Paese in cui resta per alcuni anni. Nel 1998 parte per l’Afghanistan: raggiunge via terra il nord del Paese dove, l’anno dopo, Emergency apre il primo progetto nel Paese, un Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir.

Gino Strada rimane in Afghanistan per circa 7 anni, operando migliaia di vittime di guerra e di mine antiuomo e contribuendo all’apertura di altri progetti nel Paese.

Dal 2005 inizia a lavorare per l’apertura del Centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, il primo Centro di cardiochirurgia totalmente gratuito in Africa. Nel 2014 si reca in Sierra Leone, dove Emergency è presente dal 2001, per l’emergenza Ebola. Emergency ha curato oltre 11 milioni di persone, secondo il bilancio pubblicato sul suo sito.

Il ricordo di Emrgency: “tra i suoi ultimi pensieri c’è stato l’Afghanistan”

“Il nostro amato Gino è morto questa mattina. È stato fondatore, chirurgo, direttore esecutivo, l’anima di Emergency”. Lo scrive su Facebook lo staff di Emergency.

“‘I pazienti vengono sempre prima di tutto’, il senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Gino. E a conoscerlo meglio si vedeva che sapeva sognare, divertirsi, inventare mille cose – prosegue il post – Non riusciamo a pensare di stare senza di lui, la sua sola presenza bastava a farci sentire tutti più forti e meno soli, anche se era lontano. Tra i suoi ultimi pensieri, c’è stato l’Afghanistan, ieri. È morto felice. Ti vogliamo bene Gino”.

foto Ansa

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