Ottantamila cattedre una balla colossale - QdS

Ottantamila cattedre una balla colossale

Carlo Alberto Tregua

Ottantamila cattedre una balla colossale

mercoledì 02 Settembre 2020 - 00:00

Tutta la vicenda della scuola, estremamente complessa e con soluzioni difficili da attuare, non può essere caricata interamente sulle spalle di Lucia Azzolina, neo ministro della Scuola, dopo che il Dicastero è stato separato da quello dell’Università, il cui ministro è Gaetano Manfredi, venuto al nostro Forum pubblicato il 18 giugno scorso.
Azzolina, che nel corso del suo incarico di ministro è diventata dirigente scolastico, nonostante la sua giovane età e la sua grinta, non aveva ovviamente la necessaria esperienza da un punto di vista organizzativo e delle competenze per gestire uno dei più importanti Ministeri del Paese, con circa un milione di dirigenti e dipendenti. Quindi, ha fatto del suo meglio.
Non è questo il punto. Il Popolo italiano ha bisogno di ministri e dirigenti molto competenti, perché la buona volontà non è sufficiente.
Ecco spiegata in parte la grande confusione intorno all’apertura della scuola che, auspichiamo tutti, sia puntuale e non crei soverchi problemi, anche se c’è da aspettarseli data la complessità della materia.

Alla Azzolina hanno fatto dire (poverina!) una balla colossale e cioé che verranno immessi in cattedra con contratto a tempo indeterminato quasi 85 mila nuovi docenti. Purtroppo si tratta di una clamorosa menzogna, perché da un canto i posti ci sono, ma, paradossalmente, mancano i candidati.
Dove dovevano essere attinti costoro? Dalle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e altre fonti che complessivamente potranno fornire intorno a venti o trentamila insegnanti. Gli altri non c’è dove prenderli, perché questo Governo, come i precedenti, con la sua rituale inefficienza, non ha proceduto a fare i concorsi a raffica per selezionare il nuovo personale docente.
Purtroppo non c’è versante dello Stato che funzioni, perché il personale non professionalizzato non ha compiti precisi, non ha regole organizzative sostanziali e non formali e, soprattutto, non ha prefissati gli obiettivi quantitativi e qualitativi da raggiungere.
In queste condizioni, nessuna struttura può funzionare per dare i servizi ai cittadini.
Il Governo continua a fare promesse, continua a usare il futuro, continua a chiedere la fiducia della gente che però via via si sta sciogliendo come neve al sole, perché i fatti parlano chiaro: o ci sono o non ci sono.
È inutile pensare che i cittadini possano essere gabellati per lungo tempo. Prima o dopo si rendono conto della realtà e della verità e finiscono per cancellare la loro fiducia.
Nonostante ciò, Giuseppe Conte mantiene ancora un gradimento elevato (circa il 60%) persino superiore a quello di Mario Draghi che, pur non avendo alcun incarico istituzionale, è sempre una grande risorsa della Repubblica e riteniamo – oltre che auspichiamo – prima o dopo, verrà chiamato a un incarico istituzionale. Né possiamo dimenticare Carlo Cottarelli, altro grande e serio economista, anch’esso importante riserva delle Repubblica, anche lui ospite del nostro Forum pubblicato il 14 maggio 2019.
Conte è sostenuto a spada tratta dal direttore del Fatto, Marco Travaglio. Anzi, sembra che i due parlino di comune accordo, il che ci ricorda la famosa canzone di Edoardo Bennato: “Il gatto e la volpe”.

La scuola è l’attività pubblica più importante, perché plasma i giovani del futuro, i quali crescono alla luce della professionalità o dell’ignoranza dei loro docenti.
Quando si immettono, come sembra quest’anno, duecentomila supplenti, cioè giovani laureati che non hanno la minima esperienza di insegnamento, che non conoscono la didattica, che non hanno idea di come far crescere i giovani nei tredici anni di scuola, che probabilità vi è di avere, dopo la maturità, quindi in maggiore età, giovani che hanno la cognizione di cosa sia lo Stato, del vivere civile e di come ognuno debba contribuire al bene della Comunità, cioé a quell’interesse generale che tutti abbiamo il dovere di perseguire?
La domanda è concreta. Sta allo Stato organizzare concorsi rigorosi, numerosi e selettivi affinché si educhino veri cittadini e non persone simili a Cetto la Qualunque, personaggio cinematografico ma ispirato alla realtà.
è una questione di responsabilità: c’è o non c’è. Non sembra che ci sia!

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