Confesercenti, “Autunno da incubo, 90 mila aziende pronte a chiudere” - QdS

Confesercenti, “Autunno da incubo, 90 mila aziende pronte a chiudere”

redazione

Confesercenti, “Autunno da incubo, 90 mila aziende pronte a chiudere”

giovedì 27 Agosto 2020 - 00:00

“Nel commercio e nel turismo ci sono circa 90 mila imprese pronte a chiudere per sempre i battenti già da questo autunno, anche al netto di nuovi lockdown. Un colpo senza precedenti al lavoro autonomo, che avrà conseguenze anche sul lavoro dipendente: tra le attività che proveranno a resistere, infatti, quattro su dieci segnalano la necessità di ridurre il personale”. A lanciare l’allarme è Confesercenti, sulla base di un sondaggio condotto tra le imprese con Swg. La possibilità di un autunno nero, sul fronte del lavoro autonomo e dipendente, è sempre più concreta. Il timore di nuovi blocchi dell’attività, a seguito dell’incremento di contagi, aumenta ancora di più l’incertezza degli operatori economici.

Molte imprese, travolte dall’anno più difficile di sempre ed impossibilitate a ristrutturare l’attività a causa del blocco dei licenziamenti, non vedono altra via d’uscita che chiudere. Una prospettiva che dobbiamo assolutamente scongiurare”, ha spiegato Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti. “Serve uno scatto in avanti. I provvedimenti presi fino ad ora hanno aiutato ad attutire il colpo, ma serve una diversa prospettiva: dobbiamo passare da un’ottica di emergenza ad una di rilancio. Abbiamo bisogno di una grande accordo tra governo e parti sociali, in primo luogo associazioni datoriali, per mettere urgentemente in campo le due riforme che il nostro paese ha sempre rimandato, e che oggi sono necessarie più che mai – prosegue -: quella del sistema fiscale e quella del lavoro. Il governo è impegnato sulla prima: bene, ma non basta pensare a recuperare l’evasione. Serve un sistema impositivo piu’ leggero e flessibile, per accompagnare una crisi che si preannuncia diversa da tutte le precedenti”. “Anche sul lavoro – ha continuato De Luise – occorre intervenire al più presto: impedire semplicemente i licenziamenti non risolverà il problema, anzi. Le imprese hanno bisogno di ristrutturarsi per rispondere all’emergenza: in questo quadro, cristallizzare attività che non funzionano più rischia solamente di peggiorare una situazione già esplosiva. Il lavoro va tutelato tutto, non solo quello dipendente. La conversione del Dl Agosto è la prima occasione utile per dare risposte a chi fino ad ora non le ha avute: non manchiamola”.

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