Il contributo al Paese delle Banche popolari - QdS

Il contributo al Paese delle Banche popolari

Marco Vitale

Il contributo al Paese delle Banche popolari

mercoledì 16 Marzo 2022 - 08:32

Una delle vicende più tristi, squallide, umilianti e dannose della storia bancaria italiana

L’Assemblea Straordinaria dei soci della Banca Popolare di Sondrio del 29 dicembre 2021, votando, a larga maggioranza, la trasformazione ormai obbligatoria (date le sanzioni minacciate) della Banca Popolare in Società per azioni, ha posto fine ad una delle vicende più tristi, squallide, umilianti e dannose della storia bancaria italiana. (…)

Ora l’atto che chiude l’intera storia è un’assemblea societaria lunare (una non assemblea) nella quale è stato impedito ai soci di partecipare e di dibattere anche in remoto. Una svolta storica imposta dai vertici burocratici bancari italiani ed europei senza partecipazione dei soci che potevano pronunciare solo un sì o un no, in via telematica, ad un incaricato estraneo all’assemblea, al consiglio dei soci ed alla banca senza possibilità di formulare qualsiasi proposta correttiva del tipo di quelle molto ragionevoli, legali e sostenibili suggerite dal Comitato a sostegno dell’Autonomia e Indipendenza della Banca Popolare di Sondrio.

Perciò nessuna meraviglia che a chiudere una vicenda allucinante abbiano votato in assemblea straordinaria per la trasformazione soltanto 2514 soci pari al 1,67% degli aventi diritto di voto. Se fossimo ancora un paese democratico e di diritto qualcuno potrebbe porre in dubbio la validità di una delibera di trasformazione di questa importanza storica, presa da una così esigua superminoranza di soci e senza facoltà di esprimere pareri e commenti. Ma siamo un paese dove il governo impone una riforma di questa portata con un decreto legge convertito in voto di fiducia, il sindaco di Milano viene eletto da circa il 25% dei cittadini e, con questa modesta legittimazione, può letteralmente fare quello che vuole e dove parlamento e consigli comunali sono privati di ogni funzione se non quella di ricordarci la grande verità che John F. Kennedy pronunciò nel suo discorso all’ONU nel 1961: “Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo”.

Nel 2026 si festeggerà il 150° anniversario della fondazione dell’Associazione delle Banche Popolari avvenuta nel 1876. Dodici anni prima, nel 1864, era nata la prima banca popolare italiana, la Banca Agricola Popolare di Lodi, con il contributo di Tiziano Zalli e di Luigi Luzzati. Due anni prima Tiziano Zalli, già fondatore della Società Generale di Mutuo Soccorso degli Operai, di cui presidente onorario era Giuseppe Garibaldi, aveva proposto la creazione di una cassa “perché senza ricorrere all’usura privata sempre ruinosa o al Monte di Pietà, l’operaio onesto potesse ottenere credito per provvedere a’ suoi bisogni domestici ed industriali sulla garanzia della sua onoratezza e del suo amore al lavoro”.

Il contributo che le Banche Popolari, hanno dato al Paese ed ai propri territori nel corso di 150 anni, è stato immenso e non può, in questa sede, neppure essere riassunto.

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