Coronavirus, "ho visto ospedali in fiamme al largo dei bastioni di Milano" - QdS

Coronavirus, “ho visto ospedali in fiamme al largo dei bastioni di Milano”

redazione

Coronavirus, “ho visto ospedali in fiamme al largo dei bastioni di Milano”

venerdì 03 Aprile 2020 - 00:00
Coronavirus, “ho visto ospedali in fiamme al largo dei bastioni di Milano”

Uno sguardo sull'epidemia di Ermanno Corvaja, dirigente del sindacato dei medici Cimo Sicilia. "Ho visto le luci delle ambulanze lampeggiare nel buio vicino alle porte di Bergamo"

Ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginare. Ho visto ospedali in fiamme al largo dei bastioni di Milano, e ho visto le luci delle ambulanze lampeggiare nel buio vicino alle porte di Bergamo. Ho visto anziani soffocare a Cremona dentro caschi respiratori e morire soli, senza il conforto dei propri cari. Sento l’odore della paura mescolarsi a quella della morte nei reparti degli ospedali Italici. Incrocio gli sguardi smarriti nelle visiere appannate dei miei compagni e sento le urla di chi non vuol morire.

Ho visto alleati girarci le spalle nel momento del bisogno e deriderci per le nostre perdite. Ho rivisto inspiegabilmente i persiani cadere a migliaia nelle fosse comuni, come trafitti da lance invisibili scagliate da fantasmi spartani. Ho visto un uomo combattere da solo fiumi di persone che scappavano dalla zona rossa, consapevoli di poter cagionare la morte dei loro cari che li attendevano a braccia aperte sull’uscio della casa natia.

Ho visto egoisti soldati armati di tutto punto andare a fare la spesa ai supermercati o ammassati in file interminabili alla posta per riscuotere la pensione, inconsapevoli di diffondere a loro volta il virus alla popolazione. Ho visto cadere valorosamente soldati veri, coperti dalle loro stesse ali ma disarmati, sul campo di battaglia perché le munizioni e gli scudi erano finiti. E mentre ho gli occhi lucidi e soffoco perché l’aria è irrespirabile, nel trambusto delle bombe che esplodono ed il fischiare dei proiettili, ho sentito dei comandanti voler fare la guerra al virus nel cuore della città della Falce con soldati inesperti e mal equipaggiati.

Ed infine, in una piazza San Pietro vuota e lucida di pioggia, in un silenzio che echeggiava milioni di preghiere ed un bisogno universale di speranza, ho visto un Pontefice claudicante, arrivare da solo ed in silenzio sulla cima del sagrato per invocare la fine della pandemia. E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. Onoriamo i Caduti, è tempo di reagire e non di fare altre vittime innocenti.

Ermanno Corvaja
Dirigente Cimo Sicilia

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