Coronavirus, il Modello Italia risulta vincente nel mondo - QdS

Coronavirus, il Modello Italia risulta vincente nel mondo

Pietro Crisafulli

Coronavirus, il Modello Italia risulta vincente nel mondo

lunedì 06 Aprile 2020 - 09:02
Coronavirus, il Modello Italia risulta vincente nel mondo

Gravissimi problemi per i fautori della linea morbida. Trump manda l'esercito a New York. In Gb Johnson in ospedale e Elisabetta parla alla Nazione. In Svezia il premier si prepara a "migliaia di vittime". Pasqua a casa in Israele

I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 1,2 milioni, mentre il numero dei morti si avvia velocemente verso la soglia dei 65.000, ma la situazione è molto più grave in alcuni Paesi.

Gravissimi problemi in tutto il mondo per quelle Nazioni i cui leader sono stati fautori della cosiddetta linea morbida nel fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Il Modello Italia si rivela l’unico efficace

Quel Modello Italia basato sulla distanza sociale e deriso da alcuni potenti si è rivelato dunque l’unico efficace: nel nostro Paese e anche in Spagna, infatti, i numeri fanno registrare un’inversione di tendenza: nella penisola iberica prosegue da tre giorni il calo dei decessi, con 674 morti domenica, 135 meno di sabato e il livello più basso degli ultimi nove giorni. Nel complesso i morti sono 12.418 su un totale di 130.759 casi.

Altrove, invece, la pandemia esplode.

Usa, “Come Pearl Harbor o l’11 settembre”

A cominciare dagli Stati Uniti: “Ci aspetta la settimana più dura e più triste, sarà come Pearl Harbor o l’11 settembre”, ha detto il capo del servizio sanitario pubblico Usa Jerome Adams, ribadendo le parole del presidente Donald Trump che ha ammesso: ci saranno “molti morti nelle prossime settimane”, parlando di una “situazione incredibile e mai vista finora”.

Il numero di casi accertati di coronavirus negli Stati Uniti è schizzato a 321.762, oltre il doppio di Spagna e Italia e quattro volte quelli della Cina.

Le vittime sono ora oltre 9.132.

Trump manda l’esercito a New York

Trump ha annunciato anche il dispiegamento a New York di mille militari per aiutare la città a gestire l’emergenza pandemia.

“Lo supereremo perché siamo noi” è il titolo del video postato su Twitter dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo.

We’re going to get through this because we are #NewYorkTough. @convictsnyc pic.twitter.com/gA8tz6mIHB— Andrew Cuomo (@NYGovCuomo) April 4, 2020

Persino una tigre contagiata nel Bronx

Il sindaco Bill de Blasio nelle ore precedenti aveva chiesto alla Casa Bianca l’invio di soldati e personale ospedaliero.

Da quando l’emergenza coronavirus è esplosa quasi mezzo milione di persone è giunto in America su voli diretti dalla Cina, quarantamila negli ultimi due mesi e migliaia da Wuhan, dopo che Trump ha varato la stretta sui viaggi.

Persino una tigre dello zoo del Bronx, a New York, una femmina di quattro anni di nome Nadia è risultata positiva al Coronavirus e altri sei tra tigri e leoni mostrano sintomi associabili.

GB, Johnson in ospedale, Elisabetta parla alla Nazione

In Gran Bretagna il premier Boris Johnson, noto per le sue teorie sulla “immunità di gregge” e che aveva detto ai britannici “preparatevi a veder morire i vostri cari”, contagiato dal virus dieci giorni fa e posto in isolamento domiciliare si è aggravato ed è stato ricoverato in ospedale “per esami”.

Ed è stata la regina Elisabetta, a 94 anni, a parlare alla nazione in questo “tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi”.

Her Majesty The Queen addresses the UK and the Commonwealth in a special broadcast recorded at Windsor Castle. pic.twitter.com/HjO1uiV1Tm— The Royal Family (@RoyalFamily) April 5, 2020

Il richiamo della Regina alla seconda guerra mondiale

Elisabetta ha auspicato che tutti sappiano agire in modo da poter essere “orgogliosi negli anni a venire” e “che gli attributi d’autodisciplina, calma, determinazione amabile e fratellanza caratterizzino ancora questo Paese”.

La regina ha ricordato il tempo della II Guerra Mondiale, parlando oggi di una sfida “diversa”, ma segnata pure da “un penoso senso di separazione”. Ha tuttavia insistito sulla necessità di rispettare le restrizioni imposte dal governo.

“Prevarremo – ha concluso la regina – e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando, mentre abbiano ancora di che sopportare, che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora”.

Svezia, il premier, “prepariamoci a migliaia di vittime”

In Svezia l’epidemia di coronavirus cresce più rapidamente che altrove in Scandinavia (oltre 6.400 contagi e 333 morti) e sul governo ci sono pressioni affinché abbandoni la linea morbida: scuole, ristoranti e bar aperti e semplici raccomandazioni a limitare i contatti, affidandosi alla responsabilità dei singoli.

In un’intervista al quotidiano Dagens Nyheter il premier Stefan Lofven ha ribadito di non voler sovraccaricare il sistema sanitario, ma ha ammesso che bisogna “prepararsi a migliaia di vittime”.

Israele, Pasqua a casa “in forma intima”

In Israele i positivi hanno raggiunto la cifra di 8.018, 127 malati sono ricoverati in condizioni gravi e 106 in rianimazione. I decessi sono stati complessivamente 46 e le guarigioni 477.

In questa situazione, negli ultimi giorni i responsabili alla Sanità hanno lanciato continui appelli alla popolazione affinché quest’anno rinuncino a visitare parenti in occasione della Pasqua ebraica (che inizierà mercoledì) per non dare altro impulso alla diffusione della pandemia.

“Israele si trova ad un bivio – ha affermato il premier Benyamin Netanyahu – e le giornate di Pasqua possono essere di importanza critica per il Paese. Tutti devono quindi restare in casa e celebrare la Pasqua in forma intima”.

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