Coronavirus, nei bambini è meno grave “Ma diventano diffusori dell’infezione” - QdS

Coronavirus, nei bambini è meno grave “Ma diventano diffusori dell’infezione”

redazione

Coronavirus, nei bambini è meno grave “Ma diventano diffusori dell’infezione”

giovedì 19 Marzo 2020 - 00:00
Coronavirus, nei bambini è meno grave “Ma diventano diffusori dell’infezione”

Uno studio di alcuni ricercatori cinesi conferma quanto è emerso anche dall’esperienza italiana. Contagio più difficile da rilevare in base ai sintomi: “Serve attenzione anche in casa”

ROMA – Nei bimbi l’infezione da coronavirus si conferma meno grave, difficile da rilevare sulla base dei sintomi e per questo più facilmente trasmissibile. A confermarlo uno studio condotto da ricercatori cinesi, pubblicato sulla rivista Nature Medicine. In totale, 745 bambini sono stati testati tra il 22 gennaio e il 20 febbraio in un ospedale di Guangzhou, in quanto membri di famiglie di pazienti Covid-19 e dunque considerati a alto rischio di essere stati infettati.

Di questi, l’1,3% è risultato essere infetto, ovvero un totale di 4 bimbe e 6 bimbi tra due mesi e 15 anni, nessuno dei quali era stato ricoverato. Di questi 10 bambini, 5 avevano tosse, 4 mal di gola, 3 diarrea, 7 febbre (ma sotto i 39 gradi) e 2 congestione nasale.

Nessuno era stato ricoverato o aveva avuto bisogno di terapia intensiva, e non vi erano segni di polmonite, che rende letale la malattia in alcuni adulti. Nausea, letargia, respiro affannoso, che possono essere osservati negli adulti con Covid-19, erano assenti.

“Forme lievi e atipiche dell’infezione nei bambini possono rendere difficile la rilevazione” e “far scambiare Covid-19 con altre malattie” secondo lo studio, guidato da Yi Xu, del Guangzhou Medical Center di Guangzhou.

I bambini presentano in genere quadri più lievi – commenta Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) – ma questo non significa che non siano infettati e quindi possibili diffusori del virus. Da tutta la letteratura si evince, comunque, che la gran parte dei contagi sono dovuti a esposizione, in ambito familiare, a persone infette, anche se a volte asintomatiche. Serve pertanto molta attenzione anche in casa”.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che il virus può continuare a comparire nei campioni fecali molto tempo dopo che quelli di naso e gola non mostrano più evidenza di infezione. I test sul tampone rettale possono essere quindi più efficace per determinare per quanto tempo mettere in quarantena i bambini.

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