Coronavirus, sacrifici necessari a piegare la curva dei contagi - QdS

Coronavirus, sacrifici necessari a piegare la curva dei contagi

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Coronavirus, sacrifici necessari a piegare la curva dei contagi

giovedì 19 Novembre 2020 - 00:10
Coronavirus, sacrifici necessari a piegare la curva dei contagi

Lo ha detto il ministro Speranza all'assemblea dell'Anci, "servono a salvare vite". E i sindaci italiani rispondono, "il Governo si fidi di noi per ripartire: siamo uniti". E chiedono che il Recovery fund sia speso dalle amministrazioni locali

“Quando si chiudono attività economiche e commerciali si chiedono dei sacrifici e noi siamo molto consapevoli dei sacrifici che stiamo chiedendo. Ma sono indispensabili perché senza di questi la curva non è piegabile. Farli serve a salvare la vita delle persone e a rendere meno pesante il carico su medici, professionisti sanitari e strutture”.

Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo ieri nell’assemblea dell’Anci e riferendosi alle ordinanze che hanno determinato le aree rosse o arancioni.

“Mettere regole e fare chiusure – ha aggiunto – è la premessa per creare le condizioni per una ripartenza, perché la salute e l’economia non sono due cose contrapposte ma vanno insieme. Un paese può ricominciare a correre se ha la capacità di difendere la salute dei propri cittadini”.

“Non bisogna mettere in contraddizione – ha concluso – la tutela della salute e lo sviluppo economico: vincere la battaglia sanitaria è la premessa vera per la ripartenza economica del Paese e solo quando avremo vinto contro il virus il Paese potrà ripartire davvero”.

I Sindaci al Governo, si fidi di noi per ripartire

Al Ministro hanno risposto compatti i Sindaci, determinati a farsi sentire dal Governo, in prima linea sempre, prima e soprattutto durante l’emergenza sanitaria, ma soprattutto uniti, indipendentemente dal colore politico, anche e soprattutto a causa del covid.

Dalla platea virtuale della trentasettesima assemblea, l’Anci ha mandato un chiaro messaggio all’esecutivo: i sindaci chiedono di essere coinvolti nelle decisioni e che le risorse del Recovery fund passino attraverso le loro amministrazioni visto che sono loro a conoscere meglio di tutti il territorio.

“La sfida è tenere la comunità insieme senza lacerazioni”, ha sintetizzato il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

“Al governo chiediamo di fidarsi di più dei sindaci. Noi sindaci abbiamo la capacità di essere stazioni appaltanti”, ha detto senza giri di parole il sindaco di Firenze Dario Nardella.
Dello stesso avviso il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: “Da Venezia parte un accorato appello a fare squadra, non si può rilanciare il Paese senza dialogare con i territori”.

Lungi dal portare avanti solo discorsi teorici, i sindaci arrivano al nodo della questione: le risorse del Recovery fund, perchè “dobbiamo progettare ora, per trovarci pronti in futuro – sottolinea il sindaco di Pesaro e presidente dell’Ali Matteo Ricci – Non sprechiamo questa crisi. Dalla primavera in poi, con la diffusione del vaccino, possiamo vivere un 2021 di ripresa. Per aprire una nuova fase di rinascita dell’Italia dobbiamo farci trovare pronti”.
Brugnaro mette l’accento sul fatto che “abbiamo il dovere di andare verso un ambientalismo progressista”.

Articolato il discorso della sindaco di Torino e vicepresidente dell’Anci Chiara Appendino: “Le città devono avere un ruolo portante nella spesa del Recovery fund ma sottolineo che le città sono le comunità urbane dove noi come sindaci, insieme a tutto il tessuto che fa parte della comunità, siamo il luogo dove si può costruire una cultura immateriale. Non possiamo disgiungere l’investimento economico dalla risorsa immateriale ovvero il contesto urbano che si crea in una comunità, come la coesione. Gli obiettivi del Recovery fund non li raggiungiamo se non si lavora sulla cultura immateriale. E i sindaci possono farlo”.

Anche il sindaco dì Napoli, “terza città d’Italia”, Luigi de Magistris è chiaro: “Se parliamo di coesione sociale, i sindaci sono in prima linea, ci stiamo assumendo responsabilità importanti. Indipendentemente dalla posizione geografica e dal colore politico i sindaci italiani parlano la stessa lingua”.

Tanto che il sindaco di Pisa ammette: “Avvertiamo il bisogno di dare risposte ai nostri cittadini più che ai nostri partiti”. Spetta al presidente Anci Antonio Decaro tirare le somme dei vari interventi dei primi cittadini : “Noi sindaci dobbiamo traghettare la nostra comunità verso il futuro e saranno importanti le risorse del Recovery fund”.

Ma questo non basta, di qui l’ammonimento preventivo al mondo della politica: “Se sapremo spenderle allora avremo aiutato l’Italia ma se le risorse saranno usate da partiti e singoli ministri per mettere una medaglietta sulla loro azione politica non avremo cambiato le sorti del nostro Paese”.

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