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Corte Ue, no al ricorso contro i tagli ai fondi europei per la Sicilia

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Corte Ue, no al ricorso contro i tagli ai fondi europei per la Sicilia

giovedì 27 Giugno 2019 - 05:00
Corte Ue, no al ricorso contro i tagli ai fondi europei per la Sicilia

Musumeci: “Paghiamo errori del passato”, Corrao (M5s): “La Corte Conti indaghi”. Persi definitivamente circa 380 milioni di euro dei fondi Por 2000-2006 a causa delle gravi carenze nella gestione e nei controlli

BRUXELLES – La Corte Ue ha respinto definitivamente il ricorso dell’Italia contro il taglio di circa 380 milioni di euro ai fondi europei per la Sicilia (Por 2000-2006), a causa delle gravi carenze nella gestione e nei controlli.

A partire dal 2005 la Commissione ha effettuato una serie di audit, riscontrando gravi carenze e varie irregolarità, alcune accertate dall’Olaf, l’organismo europeo anti frode. Il 17 dicembre 2015, la Commissione ha ritenuto che, a causa delle irregolarità “singole e sistemiche constatate”, il contributo finanziario dovesse essere ridotto di 380 milioni.

L’Italia ha presentato un ricorso al Tribunale dell’Unione europea, che l’ha rigettato il 25 gennaio 2018. L’Italia ha quindi impugnato la sentenza davanti alla Corte di giustizia, che oggi respinge integralmente il ricorso dell’Italia, confermando le valutazioni del Tribunale.

“Continuiamo a pagare errori del passato per una cattiva gestione finanziaria. Miliardi di euro sottratti al territorio. Chi ha sbagliato deve pagare!”. Queste le parole del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea.

“La decisione da parte della Corte di Giustizia Ue è uno schiaffo finale violentissimo non solo alla dirigenza siciliana nella gestione dei fondi Ue, ma purtroppo anche ai siciliani e al mondo della formazione, perché certifica senza appello la mangiatoia della politica ai danni della formazione”. Così ha dichiarato l’eurodeputato Ignazio Corrao in merito alla decisione definitiva della Corte di Giustizia Europea a seguito dell’impugnazione proposta dall’Italia nell’aprile 2018, con cui vengono definitivamente sottratti alla Sicilia 379 milioni di euro relativi al FSE 2000-2006.

“I fatti risalgono all’epoca oscura della formazione siciliana – sottolinea Corrao – in cui irregolarità, assenza di controlli e gravi carenze hanno consentito di far sparire fondi per la formazione. Progetti presentati dopo le scadenze, consulenti esterni privi di qualifiche, spese non attinenti ai progetti, attività formative false, violazioni sistematiche negli appalti e nella selezioni di docenti, esperti e formatori hanno alimentato un sistema che è divenuto a pieno titolo una vera e propria truffa colossale all’Ue con i soldi dei siciliani”.

“Adesso – sottolinea ancora l’eurodeputato – vogliamo sapere dove sono andati a finire questi soldi e chi deve pagare per questo danno gravissimo alle casse siciliane.

Chi ha sbagliato non la deve passare liscia. Bisogna andare in fondo a questa vicenda, sapere chi ha la responsabilità di aver perso questo denaro. Pretendiamo la lista dei soggetti che hanno ricevuto impropriamente i soldi del Fondo Sociale Europeo dal 2000 al 2006 e ci attiveremo per chiedere un intervento della Corte dei Conti sui responsabili regionali delle ‘gravi carenze relative alla gestione e al controllo dell’intervento finanziario del FSE’” conclude l’europarlamentare M5S.

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